Secondo il TAR Catania, il diniego della cittadinanza per matrimonio non si impugna sempre davanti al TAR
Una domanda di cittadinanza respinta può presentare un problema ancora prima del merito: individuare il giudice davanti al quale contestare il provvedimento. L'ordinanza del TAR Sicilia, Catania, sezione IV, 13 marzo 2024, n. 984, chiarisce un punto decisivo per le controversie sull'acquisto della cittadinanza per matrimonio, quando il diniego prefettizio deriva dalla cessazione del vincolo coniugale.
Una vicenda che impone di distinguere le forme di cittadinanza
La questione esaminata dalla pronuncia riguarda il diniego collegato alla cessazione del matrimonio. Non si tratta, dunque, della naturalizzazione ordinaria fondata sulla residenza, nella quale la concessione è tradizionalmente ricondotta a una valutazione ampiamente discrezionale. Qui viene invece in rilievo il regime della cittadinanza per matrimonio disciplinato dalla legge 5 febbraio 1992, n. 91 e le conseguenze processuali della natura della posizione vantata dal richiedente.
Il principio del TAR
La massima pubblicata dalla Giustizia amministrativa indica che, nel caso considerato, sussiste la giurisdizione del giudice ordinario. Il TAR distingue la posizione di diritto soggettivo che caratterizza la cittadinanza per matrimonio dalla situazione che può emergere qualora l'amministrazione eserciti lo specifico potere discrezionale in materia di sicurezza della Repubblica, previsto dall'articolo 6, comma 1, lettera c), della legge n. 91/1992. Se non sono in discussione comprovati motivi attinenti a quel profilo di sicurezza, il diniego per cessazione del vincolo coniugale rientra, secondo l'ordinanza, nella giurisdizione ordinaria.
Le conseguenze per la difesa
Quando ricevo un provvedimento in tema di cittadinanza, la prima operazione non dovrebbe consistere nel predisporre immediatamente il ricorso, ma nel qualificare la fattispecie. La parola “cittadinanza” nell'oggetto del decreto non basta per individuare il rito. Occorre accertare se il titolo richiesto sia quello per matrimonio, per naturalizzazione oppure una diversa ipotesi di acquisto o riconoscimento; e individuare la ragione concreta del diniego.
Nel caso del matrimonio è essenziale ricostruire la cronologia: presentazione della domanda, durata e persistenza del vincolo, eventuali provvedimenti relativi alla separazione o allo scioglimento, documentazione comunicata alla Prefettura e motivazione del provvedimento finale. L'esame deve tenere conto della versione della disciplina applicabile ratione temporis e delle circostanze del singolo caso.
Il confine con le ragioni di sicurezza
La pronuncia è interessante anche per ciò che non afferma: non sostiene che qualsiasi controversia sulla cittadinanza matrimoniale sia sottratta alla giurisdizione amministrativa in qualunque situazione. La presenza di un diniego basato sul potere valutativo per ragioni inerenti alla sicurezza della Repubblica costituisce un elemento da esaminare distintamente. Non sarebbe dunque corretto ricavare dalla sola parola “matrimonio” una regola processuale universalmente applicabile senza leggere la motivazione.
Un errore di competenza può compromettere la tutela
Il cittadino straniero che subisce il diniego ha bisogno di una risposta sul merito, ma anche di una tutela proposta davanti all'autorità giudiziaria corretta. L'individuazione della giurisdizione incide sulla struttura della domanda, sul rimedio, sulle richieste istruttorie e sui termini. L'eventuale translatio iudicii non dovrebbe mai essere considerata una ragione per trascurare questo controllo preliminare.
La lezione pratica è semplice, benché tecnicamente importante: non tutte le controversie che coinvolgono un'autorità amministrativa appartengono al giudice amministrativo. La natura della situazione soggettiva e il potere effettivamente esercitato contano più del nome dell'amministrazione che ha firmato il provvedimento.
Riferimento giudiziario: TAR Sicilia, Catania, sezione IV, ordinanza 13 marzo 2024, n. 984, Presidente Leggio, estensore Spampinato. Fonte primaria: Giustizia amministrativa, “Sulla giurisdizione in caso di acquisto della cittadinanza per matrimonio”. La massima istituzionale dà conto della decisione sulla giurisdizione; le indicazioni professionali costituiscono elaborazione dell'autore.
Avv. Fabio Loscerbo
Avvocato Cassazionista
Iscritto nel Registro dei rappresentanti di interessi della Camera dei deputati in materia di Immigrazione
Lobbista registrato presso il Registro per la Trasparenza dell’Unione europea n. 280782895721-36 in materia di Migrazione e Asilo
ORCID: 0009-0004-7030-0428
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