mercoledì 28 ottobre 2026

Espulsione e vita privata dopo il 2023: Cassazione 1215/2026

La Cassazione civile, Prima Sezione, nell'ordinanza n. 1215 del 20 gennaio 2026, ha esaminato il controllo giudiziario su un decreto di espulsione in presenza di elementi di radicamento personale dello straniero.

Secondo la ricognizione del Massimario, la riforma del 2023 non elimina la necessità di valutare i vincoli costituzionali e convenzionali relativi alla vita privata e familiare.

In sede di opposizione assumono rilievo durata del soggiorno, lavoro, relazioni familiari, legami con il Paese d'origine ed eventuali ragioni di ordine pubblico.

La documentazione non deve limitarsi a una busta paga isolata: occorre esporre una storia personale coerente e verificabile, collegando ogni allegazione ai presupposti della tutela.

L'ordinanza non attribuisce un diritto automatico alla permanenza. Il testo integrale non è stato acquisito direttamente; si richiama il principio riferito dal Massimario ufficiale.

Fonte: https://www.cortedicassazione.it/resources/cms/documents/Rassegna_Protezione_Internazionale_e_Immigrazione___GennaioFebbraio_2026.pdf

Avv. Fabio Loscerbo

Avvocato Cassazionista

Iscritto nel Registro dei rappresentanti di interessi della Camera dei deputati in materia di Immigrazione

Lobbista registrato presso il Registro per la Trasparenza dell’Unione europea n. 280782895721-36 in materia di Migrazione e Asilo

ORCID: 0009-0004-7030-0428

Articolo redatto con l’ausilio di strumenti di AI, sotto la direzione, revisione e responsabilità editoriale dell’autore.

Ricorso contro l'espulsione senza copia del decreto: Cassazione 1453/2026

La Prima Sezione civile della Cassazione, nell'ordinanza n. 1453 del 22 gennaio 2026, ha affrontato la produzione del decreto di espulsione nel giudizio di opposizione.

Secondo il principio riportato dall'Ufficio del Massimario, la mancata allegazione del provvedimento impugnato non determina automaticamente l'inammissibilità del ricorso, in mancanza di un obbligo normativo previsto a tale pena.

La difesa deve comunque identificare l'atto impugnato, la sua notifica e i motivi di opposizione, oltre a produrre quando possibile la copia integrale e richiedere gli atti mancanti.

La distinzione fra requisito di ammissibilità e onere di allegazione consente di evitare decadenze o pronunce in rito fondate su formalismi non previsti espressamente dalla legge.

Il Massimario ufficiale illustra il principio; prima di richiamare il precedente in giudizio occorre verificare il testo integrale dell'ordinanza.

Fonte: https://www.cortedicassazione.it/resources/cms/documents/Rassegna_Protezione_Internazionale_e_Immigrazione___GennaioFebbraio_2026.pdf

Avv. Fabio Loscerbo

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Cittadinanza e difetto di giurisdizione: TAR Lazio 4681/2026

Il TAR Lazio, Roma, Sezione V-bis, con sentenza n. 4681 del 13 marzo 2026, ha esaminato una controversia relativa all'acquisto della cittadinanza e agli effetti delle modifiche legislative del 2025.

Il punto decisivo riguarda la natura della posizione azionata: quando si chiede l'accertamento di un diritto soggettivo alla cittadinanza in una fattispecie priva di discrezionalità amministrativa, la competenza appartiene al giudice ordinario.

La contestazione formale di una circolare non determina necessariamente la giurisdizione amministrativa, se la domanda sostanziale investe il riconoscimento dello status civitatis.

Per la difesa è necessario qualificare la pretesa e scegliere il giudice sulla base del petitum sostanziale, distinguendo impugnazione dell'atto amministrativo e accertamento del diritto.

Il precedente non decide l'illegittimità costituzionale della riforma: affronta il riparto di giurisdizione nel caso sottoposto al TAR.

Fonte: https://www.giustizia-amministrativa.it/

Avv. Fabio Loscerbo

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Attesa occupazione e nulla osta originariamente irregolare: TAR Brescia 477/2026

La sentenza TAR Lombardia, Brescia, Sezione I, 2 aprile 2026, n. 477, affronta il rilascio di un permesso per attesa occupazione dopo una procedura d'ingresso lavorativo viziata fin dall'origine.

Il problema è se la successiva situazione del lavoratore possa superare l'assenza dei requisiti che avrebbero consentito il rilascio del nulla osta originario.

Secondo la ricostruzione del precedente, il TAR ha escluso che la buona fede del lavoratore basti, da sola, a creare un titolo di soggiorno in assenza del presupposto legale iniziale.

La difesa deve quindi verificare il procedimento d'ingresso e le cause della mancata instaurazione del rapporto, senza confondere questa fattispecie con la perdita sopravvenuta di un lavoro legittimamente iniziato.

La decisione non impedisce di valutare eventuali altre forme di tutela, ove sussistano i rispettivi requisiti.

Fonte: https://www.giustizia-amministrativa.it/

Avv. Fabio Loscerbo

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Havvitt: accesso al lavoro del richiedente asilo e ritardi parzialmente imputabili

La Corte di giustizia, Decima Sezione, sentenza 15 gennaio 2026, causa C-742/24, Havvitt, ECLI:EU:C:2026:15, ha interpretato l'articolo 15 della direttiva 2013/33/UE.

Il giudizio riguarda una domanda di accesso al lavoro presentata durante l'esame della protezione internazionale, quando il ritardo amministrativo è stato in parte attribuito al richiedente.

La responsabilità dell'interessato non può essere ricostruita attraverso formule generiche: occorre verificare quale condotta abbia causato il ritardo e per quale periodo.

Per i professionisti è essenziale raccogliere prove delle convocazioni, dei documenti presentati e delle eventuali omissioni, distinguendo ritardi imputabili al richiedente da quelli delle autorità.

La sentenza non attribuisce automaticamente un'autorizzazione al lavoro in tutte le procedure pendenti, ma chiarisce il criterio di imputazione causale del ritardo.

Fonte: https://infocuria.curia.europa.eu/tabs/redirect/juris/liste.jsf?language=it&num=C-742%2F24&td=ALL

Avv. Fabio Loscerbo

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Accoglienza durante Dublino: la CGUE Landkreis Schweinfurt sulle condizioni essenziali

La Corte di giustizia, Quinta Sezione, sentenza 4 giugno 2026, causa C-621/24, Landkreis Schweinfurt, ECLI:EU:C:2026:450, ha esaminato le condizioni materiali di accoglienza riconosciute a un richiedente sottoposto a una decisione di trasferimento Dublino.

La pendenza del trasferimento non comporta automaticamente che la domanda sia reiterata né consente di sopprimere ogni prestazione essenziale.

L'amministrazione deve garantire uno standard di vita adeguato secondo le condizioni previste dalla direttiva 2013/33/UE, distinguendo i casi in cui una riduzione sia consentita da quelli in cui l'atto risulta illegittimo.

La difesa deve verificare il provvedimento di riduzione, la sua motivazione, le necessità materiali del ricorrente e il regime applicabile alla procedura.

La decisione offre un parametro concreto per contestare l'azzeramento delle prestazioni essenziali in presenza di un trasferimento non ancora eseguito.

Fonte: https://juris.curia.europa.eu/juris/document/document.jsf?docid=313926&doclang=IT

Avv. Fabio Loscerbo

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Secondo il TAR Milano, l'uscita dall'Italia durante la sanatoria 2020 non è sempre un ostacolo insuperabile https://ift.tt/O1rT4Jk Secondo il TAR Milano, l'uscita dall'Italia durante la sanatoria 2020 non è sempre un ostacolo insuperabile Il requisito della presenza continuativa in Italia previsto dall'art. 103 del decreto-legge n. 34/2020 è stato al centro della sentenza del TAR Lombardia, Milano, sez. III, 3 novembre 2023, n. 2564. La decisione offre un criterio concreto per l'esame dei casi nei quali lo straniero abbia dovuto lasciare il territorio nazionale per circostanze eccezionali. La questione sottoposta al Tribunale La disciplina dell'emersione dal lavoro irregolare del 2020 prevedeva che il cittadino straniero non dovesse aver lasciato il territorio nazionale dall'8 marzo 2020. Il problema giuridico era stabilire se la previsione dovesse applicarsi rigidamente, senza considerare le circostanze che avevano determinato l'allontanamento. Il principio affermato Il TAR ha escluso che la disposizione dovesse essere intesa come assolutamente inderogabile. Secondo la pronuncia, devono essere considerate possibili eccezioni quando eventi particolari rendano concretamente impossibile evitare l'uscita dall'Italia, tenuto conto degli interessi coinvolti. L'amministrazione, dunque, deve verificare se l'allontanamento sia dovuto a esigenze eccezionali prima di utilizzarlo come motivo ostativo all'emersione. La sentenza non stabilisce che qualsiasi viaggio all'estero sia irrilevante, né elimina il requisito legale della presenza. Il punto decisivo è la valutazione delle ragioni effettive dell'uscita, con attenzione alla loro eccezionalità e alla possibilità concreta per l'interessato di evitarla. Quali documenti sono importanti? In un procedimento ancora controverso occorre ricostruire con precisione date di uscita e rientro, ragioni del viaggio e impossibilità di restare in Italia. Possono essere rilevanti titoli di viaggio, documentazione sanitaria, comunicazioni ufficiali, attestazioni relative a emergenze familiari o ad altri eventi eccezionali, purché pertinenti e verificabili. Le dichiarazioni generiche, da sole, potrebbero non essere sufficienti. Implicazioni per ricorsi e riesame Se un provvedimento sfavorevole si basa unicamente sull'uscita dal territorio italiano, la difesa deve controllare se le circostanze addotte siano state realmente esaminate. Può assumere rilievo un difetto di istruttoria o di motivazione, senza però poter anticipare l'esito del giudizio. La scelta fra impugnazione e altri rimedi dipende dal provvedimento, dalle date di notifica e dallo stato della procedura. Il precedente concerne specificamente la procedura straordinaria del 2020. Non può essere trasposto automaticamente alle regole ordinarie di rinnovo o rilascio dei permessi di soggiorno, che hanno presupposti differenti. Riferimento giurisprudenziale verificato: TAR Lombardia, Milano, sez. III, sentenza 3 novembre 2023, n. 2564, riportata nella relazione ufficiale del TAR Lombardia per l'inaugurazione dell'anno giudiziario 2024. Avv. Fabio Loscerbo Avvocato Cassazionista Iscritto nel Registro dei rappresentanti di interessi della Camera dei deputati in materia di Immigrazione Lobbista registrato presso il Registro per la Trasparenza dell’Unione europea n. 280782895721-36 in materia di Migrazione e Asilo ORCID: 0009-0004-7030-0428 Articolo redatto con l’ausilio di strumenti di AI, sotto la direzione, revisione e responsabilità editoriale dell’autore. https://ift.tt/VZLStl4

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Sipas Gjykatës së Firences: kur mund të kundërshtohet refuzimi i rinovimit të lejes së qëndrimit për arsye familjare? https://ift.tt/KcCRhfN Sipas Gjykatës së Firences: kur mund të kundërshtohet refuzimi i rinovimit të lejes së qëndrimit për arsye familjare? Rinovimi i lejes së qëndrimit për arsye familjare kërkon një vlerësim konkret të kushteve ligjore dhe të jetës familjare. Këtë e tregon vendimi nr. 1873, i depozituar më 31 maj 2025 nga Gjykata e Firences, Seksioni i Specializuar për Imigracionin. Rasti lidhet me një prind me lidhje familjare në Itali, të cilit i ishte refuzuar rinovimi i lejes. Rasti i shqyrtuar nga gjykata Personi kishte pasur më parë një leje qëndrimi për arsye familjare. Në procedurën pasuese kërkoi rinovimin duke u mbështetur te marrëdhënia me djalin e tij rezident në Itali. Questura kundërshtoi plotësimin e kushteve, veçanërisht varësinë ekonomike të prindit nga djali dhe dokumentacionin për gjendjen familjare e ekonomike në vendin e origjinës. Në proces u sqarua edhe se baza familjare e lejes së mëparshme nuk ishte identike me atë të kërkesës së mëvonshme; për këtë arsye nuk mund të merrej si e mirëqenë se kushtet e vlerësuara fillimisht mjaftonin automatikisht për kërkesën e re. Çfarë vendosi Gjykata e Firences? Gjykata pranoi padinë dhe anuloi refuzimin, duke urdhëruar rinovimin e lejes për arsye familjare. Ajo çmoi se në këtë rast provat e paraqitura ishin të mjaftueshme për kushtet e parashikuara në nenet 29 dhe 30 të dekretit legjislativ nr. 286/1998. Për varësinë ekonomike nga djali u morën në konsideratë jo vetëm dokumentet e punës dhe banimit, por edhe dëshmia e tij në gjykatë. Ligji, sipas arsyetimit të vendimit, nuk vendos një hierarki që lejon vetëm një lloj prove për këto rrethana. Gjykata vlerësoi gjithashtu jetën familjare efektive, kohëzgjatjen e qëndrimit, lidhjet me Italinë, dobësimin e lidhjeve me vendin e origjinës dhe nenin 8 të Konventës Evropiane për të Drejtat e Njeriut. Kjo nuk do të thotë se çdo prind i një personi që jeton në Itali ka automatikisht të drejtë për leje: rezultati varet nga lloji i lejes, kushtet e zbatueshme dhe provat e rastit konkret. Çfarë duhet të përgatisë një familje? Dokumentet që vërtetojnë lidhjen familjare dhe statusin e qëndrimit të personit të afërt në Itali. Dokumentacionin mbi të ardhurat, punën, banesën dhe bashkëjetesën, kur janë të rëndësishme për bazën e kërkesës. Provat e mbështetjes ekonomike të ofruar prindit, duke përfshirë transferta ose rrethana të tjera të dokumentueshme. Provat e lidhjeve familjare reale dhe të vazhdueshme, duke mos ngatërruar thjesht regjistrimin në të njëjtën adresë me përmbushjen e çdo kushti ligjor. Vendimin e refuzimit me datën e njoftimit, për të shqyrtuar në kohë mjetin e duhur gjyqësor. Rëndësia praktike e vendimit Në një çështje familjare është thelbësore të identifikohet se mbi cilin familjar dhe mbi cilën dispozitë mbështetet leja. Kur kjo bazë ndryshon, autoriteti mund të ketë nevojë të verifikojë kushte të tjera. Nga ana tjetër, një refuzim nuk duhet pranuar si përfundimtar pa analizuar dokumentet, mundësitë provuese dhe mbrojtjen e jetës familjare. Rasti i Firences tregon se edhe dëshmia dhe vlerësimi i përgjithshëm i fakteve mund të jenë vendimtare në proces. Burimi gjyqësor: Tribunale ordinario di Firenze, Sezione specializzata in materia di immigrazione, sentenza nr. 1873, e depozituar më 31 maj 2025, R.G. 9159/2023, tekst i disponueshëm te Doctrine. Avv. Fabio Loscerbo Avokat me të drejtë përfaqësimi pranë Gjykatës së Kasacionit në Itali I regjistruar në Regjistrin e Përfaqësuesve të Interesave pranë Dhomës së Deputetëve të Italisë në fushën e Imigracionit Lobbyist i regjistruar në Regjistrin e Transparencës së Bashkimit Evropian me nr. 280782895721-36 në fushën e Migracionit dhe Azilit ORCID: 0009-0004-7030-0428 Artikulli është hartuar me ndihmën e mjeteve të inteligjencës artificiale, nën drejtimin, rishikimin dhe përgjegjësinë editoriale të autorit. https://ift.tt/VZLStl4

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وفقاً لمجلس الدولة الإيطالي: هل تمنع إشارة نظام شنغن (SIS) تسوية الإقامة تلقائياً؟ https://ift.tt/fS4zK2x وفقاً لمجلس الدولة الإيطالي: هل تمنع إشارة نظام شنغن (SIS) تسوية الإقامة تلقائياً؟ حكم مجلس الدولة الإيطالي، القسم الثالث، الصادر في 1 أكتوبر 2026 برقم 7258، يوضح نقطة عملية أساسية: وجود إشارة في نظام معلومات شنغن لا يبرر دائماً رفض طلب التسوية لمجرد وجودها، دون فحص الأساس القانوني ونوع المخالفة. لكن الحكم لا يعني أن كل إشارة أصبحت عديمة الأثر أو أن الإقامة تُمنح تلقائياً. ما الذي حدث في القضية؟ رفضت سلطات الشرطة في ساليرنو طلب إقامة مرتبطاً بإجراءات تسوية العمل غير النظامي المنصوص عليها في المادة 103 من المرسوم بقانون 34 لسنة 2020. واستند الرفض إلى إشارة أدخلتها السلطات الفرنسية في قاعدة بيانات شنغن. كان القرار الإداري يعدّ الإشارة سبباً مانعاً بصورة آلية. وقد رفضت المحكمة الإدارية الابتدائية الطعن، قبل أن تنظر جهة الاستئناف في أثر حكم المحكمة الدستورية رقم 6 لسنة 2026. ماذا قرر القاضي فعلاً؟ أوضح مجلس الدولة أن المحكمة الدستورية قضت بعدم دستورية المادة 103، الفقرة 10، الحرف (ب)، بالقدر الذي يستبعد من التسوية الأشخاص الذين سُجلوا في SIS لمجرد مخالفة القواعد الوطنية للدخول والإقامة. ولاحظ مجلس الدولة أن الإدارة لم تقم في الملف المعروض بتقييم شخصي لاحتمال وجود تهديد للنظام العام والأمن، بل وصفت الرفض بأنه إجراء واجب لمجرد الإشارة. لذلك قبل الاستئناف وألغى القرار الإداري لغرض إعادة فحص الملف، ولم يأمر بإصدار تصريح إقامة تلقائياً. لماذا يهمّ ذلك لصاحب طلب الإقامة؟ لا تكفي معرفة أن «هناك إشارة شنغن». يجب تحديد الدولة التي أدرجتها، وما إذا كانت ما تزال سارية، ونوعها وسببها القانوني. فالإشارة المرتبطة بمخالفة قواعد الدخول أو الإقامة ليست بالضرورة مماثلة لإشارة ترتبط بتقييم فردي جدي لتهديد الأمن العام. ويجب أيضاً الانتباه إلى أن هذا الحكم يتعلق بسياق محدد هو تسوية المادة 103، ولا يجوز تعميم نتيجته آلياً على جميع أنواع التأشيرات والإقامات. خطوات عملية الحصول على نسخة من قرار الرفض والاحتفاظ بتاريخ تبليغه، لأن مواعيد الطعن تختلف بحسب نوع القرار. طلب الوصول إلى البيانات المتعلقة بالإشارة في SIS ومعرفة الجهة التي أدخلتها وأساسها، وفق القواعد الأوروبية والإجراءات المختصة. إذا كانت البيانات خاطئة أو لم تعد تستوفي شروط الاحتفاظ بها، دراسة طلب تصحيحها أو حذفها لدى السلطات المختصة. وليس مجرد تقديم الطلب ضماناً للحذف. إذا تعلق النزاع بتسوية العمل وفق المادة 103، التحقق مما إذا كانت الإدارة قد اعتمدت منعاً آلياً بدلاً من الفحص الذي تقتضيه القواعد كما فسرتها المحكمة الدستورية ومجلس الدولة. تقييم الطعن القضائي المناسب دون افتراض أن الاعتراض على إشارة SIS وحده يوقف آثار قرار الرفض. أما في ملفات التأشيرة والدخول، فقد تترتب على الإشارة آثار مختلفة بحسب فئتها والتشريع المطبق. ويجب تفريق الطعن في رفض التأشيرة أو الإقامة عن إجراءات الوصول إلى بيانات SIS وتصحيحها أو حذفها. المراجع القضائية: مجلس الدولة الإيطالي، القسم الثالث، الحكم رقم 7258 بتاريخ 1 أكتوبر 2026؛ المحكمة الدستورية الإيطالية، الحكم رقم 6 لسنة 2026. النص الكامل للحكم الأول: EIUS؛ الحكم الدستوري: الموقع الرسمي للمحكمة الدستورية. المحامي Fabio Loscerbo محامٍ مخوّل بالمرافعة أمام محكمة النقض الإيطالية مُدرج في سجل ممثلي المصالح لدى مجلس النواب الإيطالي في مجال الهجرة مسجّل في سجل الشفافية للاتحاد الأوروبي بصفته ممثلاً للمصالح، رقم 280782895721-36، في مجال الهجرة واللجوء ORCID: 0009-0004-7030-0428 أُعدّ هذا المقال بمساعدة أدوات الذكاء الاصطناعي، تحت توجيه المؤلف ومراجعته ومسؤوليته التحريرية. https://ift.tt/VZLStl4

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Secondo il TAR Umbria, l'irreperibilità del datore non determina automaticamente il diritto del lavoratore a un permesso di soggiorno

Secondo il TAR Umbria, l'irreperibilità del datore non determina automaticamente il diritto del lavoratore a un permesso di soggiorno

Quando una procedura di emersione del lavoro irregolare fallisce per una causa imputabile al datore, è comprensibile che il lavoratore chieda una protezione autonoma. Ma sul piano giuridico occorre distinguere l'assenza di colpa del dipendente dalla presenza di una norma che consenta di rilasciargli uno specifico titolo. Il TAR Umbria, Perugia, sezione I, sentenza 14 giugno 2024, n. 471, affronta questa distinzione nell'ambito dell'emersione prevista dall'articolo 103 del decreto-legge n. 34/2020.

La vicenda

La controversia riguardava la dichiarazione di emersione presentata da una società per un lavoratore straniero. Il procedimento aveva incontrato ostacoli per il venir meno del rapporto con il datore e per la carenza dei requisiti reddituali di quest'ultimo. Il giudice aveva sollevato dubbi costituzionali sull'assenza, in tale situazione, di una tutela che consentisse al lavoratore di ottenere un permesso per attesa occupazione, anche richiamando le differenze rispetto alla disciplina della precedente emersione del 2012.

Il passaggio dinanzi alla Corte costituzionale

La Corte costituzionale, sentenza n. 209/2023, ha dichiarato le questioni in parte inammissibili e in parte non fondate. Tornata la controversia davanti al TAR, il ricorso è stato respinto. È essenziale rappresentare correttamente questo esito: la sentenza non riconosce un diritto generale al titolo per attesa occupazione a causa dell'inadempimento del datore, né autorizza ad applicare automaticamente alla sanatoria del 2020 tutte le previsioni di quella del 2012.

La questione non è soltanto formale

La disciplina dell'emersione attribuisce rilevanza a requisiti riferiti anche al datore di lavoro e alla sua capacità economica. Se manca uno dei presupposti previsti dalla legge, il fatto che il dipendente abbia effettivamente prestato attività non è, da solo, sufficiente a trasformare un procedimento non perfezionato in un titolo di soggiorno. Il diritto alle retribuzioni e la tutela contro il lavoro irregolare seguono regole proprie, che non coincidono con quelle del rilascio del permesso.

Come impostare l'esame del caso

Il primo accertamento riguarda la causa specifica del diniego: reddito datoriale, requisiti soggettivi, documenti mancanti, interruzione del rapporto o altre ragioni. Servono copia dell'istanza, ricevute, comunicazioni dello Sportello unico, provvedimento finale e prove del rapporto lavorativo. In seguito si deve verificare se sia contestabile l'istruttoria o la motivazione e se la persona possieda requisiti autonomi per un diverso titolo. Non è corretto promettere che l'interruzione del rapporto dia automaticamente diritto alla conversione o all'attesa occupazione.

Il ruolo dell'avvocato

Nelle controversie di questo genere il difensore deve evitare due automatismi contrapposti: ritenere che ogni responsabilità del datore sia irrilevante e, viceversa, trattarla come sufficiente per ottenere il soggiorno. L'effettiva utilità di documenti, contestazioni e rimedi dipende dalla disciplina speciale applicabile e dalla successione degli atti. Le azioni per i crediti di lavoro e gli eventuali rimedi in materia di soggiorno richiedono valutazioni distinte, con attenzione ai rispettivi termini.

Conclusione

La pronuncia mette in evidenza una criticità strutturale delle procedure di regolarizzazione dipendenti dall'iniziativa e dai requisiti del datore. Da tale criticità può svilupparsi un dibattito di riforma, ma non si può attribuire al giudice una soluzione che la decisione non ha affermato. Per la tutela del singolo resta decisivo individuare una base normativa effettiva e non una semplice analogia con altre sanatorie.

Riferimenti: TAR Umbria, Perugia, sezione I, sentenza 14 giugno 2024, n. 471; Corte costituzionale, sentenza n. 209/2023. Fonte verificabile: Giustizia amministrativa, ricostruzione e massima della decisione. La valutazione conclusiva sul sistema è distinta dalla ratio del giudice.

Avv. Fabio Loscerbo
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Secondo il Consiglio di giustizia amministrativa, il reddito da lavoro irregolare non basta per il permesso UE di lungo periodo https://ift.tt/gGOx9WM Secondo il Consiglio di giustizia amministrativa, il reddito da lavoro irregolare non basta per il permesso UE di lungo periodo Il requisito reddituale per ottenere il permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo non si riduce a una semplice disponibilità materiale di denaro. Il Consiglio di giustizia amministrativa per la Regione Siciliana, con sentenza 22 aprile 2021, n. 353, ha affrontato il tema della rilevanza del reddito da lavoro irregolare. Il principio, segnalato sul portale della Giustizia amministrativa, riguarda la dimostrazione delle risorse economiche richieste per un titolo destinato a garantire stabilità di soggiorno. Il principio giurisprudenziale La pronuncia evidenzia l'irrilevanza del reddito proveniente da lavoro irregolare ai fini del rilascio del permesso CE, oggi UE, per soggiornanti di lungo periodo. La qualificazione dell'attività lavorativa e la possibilità di provare redditi secondo le regole applicabili non sono quindi profili secondari dell'istruttoria. Il titolo di lungo periodo non può essere ottenuto semplicemente allegando somme incassate al di fuori di un rapporto lavorativo regolare. La disciplina di riferimento L'articolo 9 del d.lgs. 286/1998 richiede, fra gli altri presupposti, un periodo di soggiorno regolare e la disponibilità di un reddito non inferiore alla soglia legislativamente prevista, oltre agli altri requisiti che dipendono dalla situazione concreta. Le verifiche devono essere condotte sulla normativa vigente al momento dell'istanza e sulle modalità di documentazione consentite. La sentenza del 2021 non va interpretata come una regola universale su qualsiasi somma percepita da uno straniero o su ogni diverso permesso di soggiorno. La differenza tra lavoro svolto e reddito dimostrabile Può accadere che una persona abbia effettivamente lavorato per mesi senza che il rapporto sia stato correttamente formalizzato dal datore. L'effettività della prestazione è rilevante sul piano del diritto del lavoro e delle eventuali pretese retributive e contributive, ma non elimina automaticamente i requisiti amministrativi del titolo di lungo periodo. L'eventuale regolarizzazione contributiva o la rettifica dei dati devono essere verificate nei loro effetti e tempi propri, senza presumere che incidano retroattivamente su qualsiasi procedimento già definito. Come preparare una domanda solida Prima della presentazione occorre ricostruire le annualità e i documenti reddituali pertinenti: dichiarazioni fiscali, certificazioni uniche, buste paga, contratti, comunicazioni obbligatorie e posizione contributiva. È essenziale verificare la coerenza dei dati e chiarire tempestivamente gli scostamenti. Per i nuclei familiari vanno inoltre considerati i criteri normativi specifici, evitando di sommare automaticamente entrate che potrebbero non essere utilmente computabili nel caso concreto. Che cosa fare dopo un diniego Il diniego deve essere esaminato nella sua motivazione: può riguardare il livello del reddito, la sua prova, la regolarità del rapporto oppure altri requisiti, come la continuità del soggiorno. Distinguere questi profili è determinante per stabilire se sia utile integrare la documentazione, chiedere accesso agli atti o proporre un rimedio giurisdizionale nei termini applicabili. Anche qui, la prova di un'attività materialmente svolta non equivale necessariamente alla prova amministrativa di un reddito rilevante per il permesso richiesto. Le implicazioni operative La decisione invita a non confondere la tutela del lavoratore contro il lavoro irregolare con i presupposti del titolo UE di lungo periodo. Sono entrambi ambiti importanti, ma rispondono a logiche e discipline differenti. Per un'istanza di soggiorno stabile la verifica preventiva della qualità documentale del reddito evita di costruire la domanda su elementi che l'amministrazione potrebbe legittimamente considerare non utilizzabili. Pronuncia: Consiglio di giustizia amministrativa per la Regione Siciliana, sentenza 22 aprile 2021, n. 353, Pres. De Nictolis, Est. Molinaro. Fonte istituzionale: Giustizia amministrativa, archivio delle pronunce in evidenza. Commento fondato sul principio ufficialmente segnalato; non vengono attribuite alla decisione ulteriori circostanze fattuali non verificate. Avv. Fabio Loscerbo Avvocato Cassazionista Iscritto nel Registro dei rappresentanti di interessi della Camera dei deputati in materia di Immigrazione Lobbista registrato presso il Registro per la Trasparenza dell’Unione europea n. 280782895721-36 in materia di Migrazione e Asilo ORCID: 0009-0004-7030-0428 Articolo redatto con l’ausilio di strumenti di AI, sotto la direzione, revisione e responsabilità editoriale dell’autore. https://ift.tt/VZLStl4

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martedì 27 ottobre 2026

وفقاً للقضاء الإداري الإيطالي: الحماية من الإبعاد عند وجود روابط عائلية مستقرة https://avvocatoimmigrazione.blogspot.com/2026/10/blog-post_27.html وفقاً للمحكمة الإدارية في بولونيا: متى يمكن سحب تصريح الإقامة طويل الأمد بسبب إدانة جنائية؟ تناولت المحكمة الإدارية الإقليمية لإميليا رومانيا، مقر بولونيا، الدائرة الأولى، في الحكم رقم 719 الصادر بتاريخ 16 يونيو/حزيران 2025، مسألة سحب تصريح إقامة المقيم طويل الأمد للاتحاد الأوروبي في قضية ترتبط بإدانة عن جريمة جسيمة. الحكم لا يعني أن أي إدانة تؤدي آلياً إلى فقدان التصريح؛ بل يسلط الضوء على أهمية خطورة الجريمة، ونوع تصريح الإقامة، والوضع الشخصي المعروض على الإدارة. ماذا قررت المحكمة؟ بحسب التقرير القضائي الرسمي لمحكمة بولونيا لسنة 2026، رأت المحكمة أن الطبيعة الخاصة لتصريح الإقامة طويل الأمد لا تتفق، في القضية المعروضة عليها، مع الإبقاء عليه بعد إدانة عن جريمة شروع في القتل. وأوضحت أيضاً أن الالتزام بإتمام برنامج علاجي بموجب الحكم الجنائي وممارسة العمل المسموح به في إطار تدبير المراقبة يمكن أن يبرر استمرار وجود الشخص في إيطاليا حتى دون استمرار تصريح الإقامة طويل الأمد، مع إمكان تقييم تصريح محدد المدة عند انتهاء البرنامج من جانب السلطات المختصة. ما أهمية التمييز بين الإقامة والوجود المشروع؟ يخلط البعض بين انتهاء صلاحية تصريح معين وبين ضرورة المغادرة الفورية في كل حالة. لكن العلاقة بين تنفيذ تدبير قضائي جنائي وبين النظام الإداري للهجرة أكثر تعقيداً. استمرار الشخص في إيطاليا لتنفيذ التزامات قضائية لا يعني بالضرورة أنه يحتفظ بكل المزايا المرتبطة بصفة المقيم طويل الأمد، ولا أنه يحصل تلقائياً على تصريح عمل جديد. ما الذي ينبغي فحصه عملياً؟ عند تلقي قرار بسحب تصريح الإقامة طويل الأمد، من الضروري الاطلاع على القرار كاملاً وعلى نوع الإدانة وأسباب الإدارة وتاريخ تبليغ السحب. ويجب التحقق أيضاً من الروابط الأسرية ومدة الإقامة والسلوك اللاحق وسائر الضمانات التي يقتضيها القانون الوطني والأوروبي وفقاً للحالة. ولا ينبغي تعميم نتيجة هذه القضية على المخالفات البسيطة أو مجرد البلاغات غير المنتهية بإدانة. يمكن فحص وسائل الاعتراض القضائي على قرار السحب، لكن يجب تحديد المحكمة المختصة والمهل طبقاً لنوع القرار والقواعد الإجرائية السارية. أما الالتزامات الناشئة عن الحكم الجنائي أو البرنامج العلاجي فتحتاج إلى مراجعة مستقلة بالتنسيق مع الدفاع في الدعوى الجنائية. النتيجة الدرس العملي هو أن تصريح الإقامة طويل الأمد يمنح مركزاً قانونياً مهماً، لكنه ليس حصانة مطلقة أمام حالات الخطورة الجنائية التي ينظمها القانون. وفي المقابل، يجب التمييز بين سحب هذا المركز وبين تقييم إمكانية البقاء في إيطاليا لأسباب قانونية أخرى. الأمر يتطلب قراءة فردية للوقائع وليس تطبيق صيغة آلية على كل إدانة. المرجع: المحكمة الإدارية الإقليمية لإميليا رومانيا – بولونيا، الدائرة الأولى، الحكم رقم 719 بتاريخ 16 يونيو/حزيران 2025، الرئيس Carpentieri والمقرر Bertagnolli. المصدر: التقرير الرسمي لافتتاح السنة القضائية 2026 للمحكمة في بولونيا. جرى الاعتماد على الملخص القضائي المنشور في التقرير، دون نسبة تفاصيل أخرى إلى الحكم. Avv. Fabio Loscerbo محامٍ مخوّل بالمرافعة أمام محكمة النقض الإيطالية مسجّل في سجل ممثلي المصالح لدى مجلس النواب الإيطالي في مجال الهجرة عضو مسجّل في سجل الشفافية للاتحاد الأوروبي رقم 280782895721-36 في مجال الهجرة واللجوء ORCID: 0009-0004-7030-0428 أُعدّ هذا المقال بمساعدة أدوات الذكاء الاصطناعي، تحت إشراف المؤلف ومراجعته ومسؤوليته التحريرية. https://ift.tt/FknZtVb

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Consulta n. 40/2026: la successione dei trattenimenti e il richiamo alle garanzie costituzionali https://osservatoriogiuridicoimmigrazione.blogspot.com/2026/10/consulta-n-402026-la-successione-dei.html La Corte costituzionale, nella sentenza n. 40 del 2026, depositata il 27 marzo, si è occupata delle questioni sollevate sull'articolo 6, comma 2-bis, del decreto legislativo n. 142/2015, relative al trattenimento di persone che presentano domanda d'asilo mentre sono già trattenute. La Corte ha dichiarato inammissibili le questioni per difetto di rilevanza. Questo esito processuale non corrisponde a una dichiarazione di legittimità costituzionale di ogni applicazione della disciplina. Nella motivazione emerge il rilievo delle garanzie previste dall'articolo 13 della Costituzione quando si succedono titoli amministrativi che incidono sulla libertà personale. L'intervento legislativo è richiamato come sede appropriata per chiarire la disciplina. Il caso invita a distinguere il trattenimento finalizzato al rimpatrio dalla misura collegata alla domanda di protezione internazionale, verificando per ciascuna i presupposti, la motivazione e la convalida. La tutela della libertà non può dipendere soltanto dalla denominazione della misura: conta la legalità della concreta sequenza dei provvedimenti e l'effettività del controllo giudiziario. Fonte: https://www.cortecostituzionale.it/scheda-pronuncia/2026/40 Avv. Fabio Loscerbo Avvocato Cassazionista Iscritto nel Registro dei rappresentanti di interessi della Camera dei deputati in materia di Immigrazione Lobbista registrato presso il Registro per la Trasparenza dell’Unione europea n. 280782895721-36 in materia di Migrazione e Asilo ORCID: 0009-0004-7030-0428 Articolo redatto con l’ausilio di strumenti di AI, sotto la direzione, revisione e responsabilità editoriale dell’autore. https://ift.tt/FknZtVb

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