sabato 18 luglio 2026

Un tribunal italien rappelle qu'une condamnation pénale ne suffit pas à refuser le renouvellement d'un titre de séjour

 

Un tribunal italien rappelle qu'une condamnation pénale ne suffit pas à refuser le renouvellement d'un titre de séjour

Une décision importante du Tribunal administratif régional d'Émilie-Romagne confirme une évolution majeure du droit italien de l'immigration : une condamnation pénale ne peut pas, à elle seule, justifier le refus de renouveler un titre de séjour lorsqu'un ressortissant étranger a construit une véritable vie familiale en Italie. Dans un arrêt rendu le 9 juin 2026 et publié le 20 juin 2026, les juges rappellent que chaque situation doit faire l'objet d'une appréciation individuelle et motivée.

L'affaire concernait un ressortissant nigérian dont la demande de renouvellement du titre de séjour avait été rejetée par la Préfecture de police de Bologne en raison d'une condamnation antérieure pour une infraction liée aux stupéfiants. Pour l'administration, cette condamnation constituait un obstacle suffisant au renouvellement du titre, indépendamment de la situation personnelle de l'intéressé.

Le Tribunal administratif régional n'a pas partagé cette analyse.

Selon les juges, les dispositions du droit italien de l'immigration ne peuvent plus être interprétées comme instituant un automatisme fondé uniquement sur l'existence d'une condamnation pénale. Lorsqu'un étranger dispose de liens familiaux réels et effectifs en Italie, l'administration est tenue de procéder à une véritable mise en balance entre les exigences de protection de l'ordre public et le droit au respect de la vie familiale.

Dans cette affaire, le requérant avait démontré qu'il vivait de manière stable avec sa compagne et leur fille et qu'il exerçait une activité professionnelle régulière. Ces éléments avaient été présentés dès la phase administrative. Pourtant, la Préfecture de police s'était limitée à affirmer que les observations du demandeur ne justifiaient aucune révision de sa décision, sans expliquer pourquoi la situation familiale ne méritait pas une appréciation différente.

Le Tribunal estime qu'une telle motivation est insuffisante.

En s'appuyant sur la jurisprudence de la Cour constitutionnelle italienne ainsi que sur celle du Conseil d'État, la décision rappelle que la protection de l'ordre public doit être conciliée avec le droit à la vie familiale garanti par l'article 8 de la Convention européenne des droits de l'homme. Les autorités administratives doivent donc examiner concrètement les liens familiaux du demandeur, la durée de son séjour en Italie, son degré d'intégration sociale et professionnelle ainsi que ses attaches avec son pays d'origine avant de prendre une décision.

L'un des aspects les plus importants de cette décision réside dans son refus des automatismes administratifs. Le Tribunal précise que si les condamnations pénales demeurent des éléments importants dans l'appréciation de la demande, elles ne dispensent jamais l'administration de son obligation de procéder à une instruction complète et de motiver précisément sa décision. Une simple référence aux dispositions légales ne saurait remplacer l'analyse de la situation personnelle de l'intéressé.

Cette décision s'inscrit dans une évolution plus large du droit européen de l'immigration. Depuis plusieurs années, tant les juridictions européennes que les juridictions italiennes renforcent progressivement le principe selon lequel toute décision en matière d'immigration doit être fondée sur une évaluation individuelle et sur le respect du principe de proportionnalité. Le jugement rendu par le Tribunal administratif régional d'Émilie-Romagne confirme pleinement cette orientation.

En conséquence, le Tribunal a annulé la décision de refus et a ordonné à l'administration de réexaminer la demande de renouvellement du titre de séjour conformément aux principes dégagés dans son arrêt.

Au-delà du cas particulier, cette décision constitue un signal important pour l'ensemble des autorités administratives italiennes. Elle rappelle que les procédures relatives aux titres de séjour ne peuvent être réduites à des mécanismes automatiques et que chaque dossier doit faire l'objet d'un examen concret, motivé et respectueux des droits fondamentaux de la personne concernée.


Me Fabio Loscerbo, Avocat

ORCID : https://orcid.org/0009-0003-9848-4558

Lavoro stagionale, mancata instaurazione del rapporto di lavoro e impossibilità di ottenere il permesso di soggiorno per attesa occupazione: osservazioni a margine di una recente pronuncia del TAR Emilia-Romagna

 Lavoro stagionale, mancata instaurazione del rapporto di lavoro e impossibilità di ottenere il permesso di soggiorno per attesa occupazione: osservazioni a margine di una recente pronuncia del TAR Emilia-Romagna

Abstract

La disciplina del lavoro stagionale costituisce uno degli strumenti principali attraverso cui l'ordinamento italiano regola l'ingresso di cittadini stranieri per esigenze temporanee del mercato del lavoro. Una recente pronuncia del TAR Emilia-Romagna ha affrontato la questione della tutela del lavoratore straniero che, pur essendo entrato regolarmente in Italia a seguito del rilascio di un visto per lavoro stagionale, non riesce ad avviare il rapporto lavorativo a causa dell'irreperibilità del datore di lavoro. La decisione esclude la possibilità di ottenere un permesso di soggiorno per attesa occupazione in assenza di un rapporto di lavoro effettivamente instaurato e successivamente cessato. La sentenza offre l'occasione per una riflessione sui limiti dell'attuale sistema normativo e sulle possibili situazioni di vulnerabilità generate dalla stretta connessione tra titolo di soggiorno e rapporto di lavoro.

Il sistema delineato dal Testo Unico sull'Immigrazione attribuisce al lavoro una funzione centrale nell'accesso e nella permanenza dello straniero nel territorio nazionale. In particolare, il lavoro stagionale rappresenta una forma peculiare di ingresso, caratterizzata da una stretta correlazione tra autorizzazione all'ingresso, attività lavorativa programmata e durata limitata del soggiorno.

La recente pronuncia del TAR Emilia-Romagna prende in esame una situazione che, sebbene non frequente nelle statistiche ufficiali, si manifesta con una certa regolarità nella prassi amministrativa. Due cittadini stranieri avevano ottenuto il nulla osta al lavoro stagionale e, successivamente, il visto di ingresso presso l'autorità consolare italiana competente. Una volta giunti in Italia, tuttavia, il datore di lavoro che aveva richiesto il loro ingresso è risultato irreperibile, rendendo impossibile la sottoscrizione del contratto di soggiorno e l'avvio dell'attività lavorativa.

I ricorrenti hanno sostenuto che la mancata instaurazione del rapporto di lavoro non fosse imputabile alla loro condotta e che, pertanto, dovesse essere loro riconosciuta una forma di tutela attraverso il rilascio di un permesso di soggiorno per attesa occupazione. Tale soluzione avrebbe consentito loro di permanere regolarmente sul territorio nazionale e di ricercare una nuova opportunità lavorativa.

Il Tribunale amministrativo ha tuttavia respinto questa impostazione, valorizzando il dato letterale e sistematico della normativa vigente. Secondo il TAR, il permesso di soggiorno per attesa occupazione presuppone necessariamente l'esistenza di un rapporto di lavoro precedentemente instaurato e successivamente cessato per cause non imputabili al lavoratore. In assenza dell'effettiva costituzione del rapporto, il presupposto richiesto dalla legge non può ritenersi integrato.

La decisione si inserisce in una lettura rigorosa del sistema normativo, fondata sulla distinzione tra perdita di un rapporto di lavoro già esistente e mancata instaurazione del rapporto stesso. Tale distinzione assume carattere decisivo ai fini della possibilità di accedere al titolo di soggiorno per attesa occupazione.

Sotto il profilo strettamente giuridico, la motivazione del TAR appare coerente con l'attuale formulazione della disciplina legislativa. Il legislatore ha infatti configurato il permesso per attesa occupazione come uno strumento volto a tutelare il lavoratore che perda un'occupazione precedentemente acquisita e non come una misura generale di protezione nei confronti di chiunque si trovi involontariamente privo di lavoro.

La vicenda evidenzia tuttavia una possibile criticità del sistema. Il lavoratore straniero che ha seguito integralmente il percorso previsto dalla legge, ottenendo il nulla osta, il visto e facendo ingresso regolare in Italia, può trovarsi improvvisamente privo di qualsiasi tutela qualora il datore di lavoro venga meno ai propri obblighi o risulti irreperibile. In tali circostanze, il rischio è quello di trasferire integralmente sul lavoratore le conseguenze di comportamenti imputabili a soggetti terzi.

La questione assume particolare rilevanza nell'ambito del lavoro stagionale, settore nel quale il lavoratore straniero si trova spesso in una posizione di evidente debolezza contrattuale e organizzativa. L'affidamento riposto nella procedura autorizzatoria e nella regolarità dell'ingresso potrebbe infatti giustificare, sul piano delle politiche legislative, una riflessione circa l'opportunità di introdurre strumenti di tutela più efficaci.

La pronuncia del TAR Emilia-Romagna conferma dunque l'orientamento secondo cui il permesso di soggiorno per attesa occupazione non può essere riconosciuto quando il rapporto di lavoro non sia mai stato concretamente instaurato. Al tempo stesso, la decisione pone in evidenza una zona grigia dell'attuale disciplina, nella quale il lavoratore regolarmente ammesso sul territorio nazionale rischia di rimanere privo di qualsiasi forma di protezione giuridica nonostante l'assenza di responsabilità nella mancata realizzazione del progetto lavorativo che aveva giustificato il suo ingresso in Italia.

Avv. Fabio Loscerbo

ORCID: https://orcid.org/0009-0004-7030-0428

Ascolta "Travail saisonnier et titre de séjour : le Tribunal administratif d'Émilie-Romagne ferme la porte au permis pour recherche d'emploi" su Spreaker.

La conversión del permiso de residencia estacional tras la expiración del título: la primacía de los requisitos sustanciales y la protección de la integración en la sentencia del Tribunal Administrativo Regional de Lombardía, Sección Cuarta, 8 de junio de 2026, n.º 2962 (Expediente n.º 2106/2024) https://ift.tt/uL1BTV4 La conversión del permiso de residencia estacional tras la expiración del título: la primacía de los requisitos sustanciales y la protección de la integración en la sentencia del Tribunal Administrativo Regional de Lombardía, Sección Cuarta, 8 de junio de 2026, n.º 2962 (Expediente n.º 2106/2024) La conversión del permiso de residencia por trabajo estacional en un permiso de residencia por trabajo por cuenta ajena constituye uno de los instrumentos mediante los cuales el legislador italiano pretende favorecer la estabilización en el territorio nacional de trabajadores extranjeros que ya han demostrado su capacidad de inserción en el mercado laboral. Desde esta perspectiva, resulta especialmente relevante la sentencia dictada por el Tribunal Administrativo Regional de Lombardía (TAR Lombardia), Sección Cuarta, n.º 2962, de 8 de junio de 2026, en el procedimiento n.º 2106/2024, que aborda la cuestión de la relevancia jurídica de la expiración del permiso de residencia en el contexto de su conversión. La controversia tiene su origen en la revocación de una autorización para convertir un permiso de residencia por trabajo estacional en un permiso de residencia por trabajo por cuenta ajena. La Administración consideró que la solicitud de conversión había sido presentada después de la expiración del permiso y que, por tanto, debía ser rechazada. Sin embargo, el recurrente demostró que, aunque su permiso tenía validez hasta el 30 de septiembre de 2023, este le fue entregado materialmente por las autoridades únicamente el 16 de octubre de 2023, cuando ya había expirado. La importancia de esta resolución radica en que se inscribe dentro de una orientación jurisprudencial que otorga prevalencia a los elementos sustanciales sobre los aspectos meramente formales de los procedimientos administrativos. El Tribunal recuerda la jurisprudencia consolidada del Consejo de Estado según la cual ninguna disposición legal exige que el permiso de residencia se encuentre todavía vigente en el momento de presentar la solicitud de conversión. Lo determinante es, por el contrario, la existencia de los requisitos materiales que justifican la concesión del nuevo título de residencia. La sentencia pone de relieve la función económica y social de la institución de la conversión. El objetivo perseguido por el legislador no es sancionar irregularidades formales derivadas de retrasos administrativos, sino permitir la permanencia regular de personas que han desarrollado una relación efectiva con el mercado laboral italiano. En este contexto, la existencia de un contrato de trabajo, la disponibilidad de medios económicos suficientes y la integración efectiva en el tejido productivo y social adquieren una relevancia claramente superior a la mera circunstancia formal de la expiración del permiso original. Especialmente significativa resulta la afirmación del Tribunal de que el retraso en la entrega del permiso era enteramente imputable a la Administración. A partir de esta premisa, la sentencia formula un principio general según el cual un ciudadano extranjero no puede sufrir consecuencias negativas derivadas de ineficiencias o demoras atribuibles exclusivamente a los organismos públicos. Esta conclusión se encuentra plenamente alineada con los principios constitucionales de buena administración e imparcialidad consagrados en el artículo 97 de la Constitución italiana. La resolución también refleja una evolución más amplia del derecho de inmigración italiano, caracterizada por una atención creciente a los indicadores concretos de integración. Las referencias realizadas por el Tribunal a la estabilidad laboral, a la autosuficiencia económica y a la participación en la vida socioeconómica del país demuestran que la valoración administrativa debe centrarse en la situación real del interesado y no exclusivamente en elementos documentales o procedimentales. La integración emerge así como un criterio jurídicamente relevante para la evaluación de la posición del extranjero dentro del ordenamiento jurídico. La sentencia del Tribunal Administrativo Regional de Lombardía confirma, en definitiva, una interpretación sustancial del artículo 24 del Decreto Legislativo n.º 286 de 1998. Según esta interpretación, la mera expiración del permiso de residencia estacional no constituye, por sí sola, una razón suficiente para denegar su conversión. Lo verdaderamente relevante es la comprobación de los elementos que acreditan la efectiva integración laboral del solicitante y la existencia de los requisitos legales necesarios para la concesión de un permiso de residencia por trabajo por cuenta ajena. Desde esta perspectiva, la decisión contribuye a consolidar una línea jurisprudencial orientada a la protección de la confianza legítima, la razonabilidad de la actuación administrativa y el reconocimiento de los procesos reales de integración desarrollados dentro de la sociedad italiana. Avv. Fabio Loscerbo Abogado ORCID: https://ift.tt/I4orida Declaración de transparencia sobre las fuentes: El presente artículo se basa en la sentencia del Tribunal Administrativo Regional de Lombardía, Sección Cuarta, n.º 2962/2026, publicada el 8 de junio de 2026, expediente n.º 2106/2024. Las referencias jurídicas y los hechos expuestos han sido verificados directamente sobre el texto de la resolución judicial. https://ift.tt/nfKzJx4

via Avv. Fabio Loscerbo https://ift.tt/nAxf1M6

Un travailleur peut-il perdre son autorisation de travail à cause des erreurs de son employeur ? Bienvenue dans un nouvel épisode du podcast Droit de l’Immigration. Je suis Maître Fabio Loscerbo. Un tribunal italien de Bolzano a confirmé qu’un travailleur étranger peut perdre son autorisation de travail lorsque l’employeur ne fournit pas les documents exigés par la loi. Selon les juges, les obligations documentaires incombent principalement à l’employeur et leur absence peut justifier la révocation de l’autorisation. Merci de votre écoute et à bientôt pour un prochain épisode. Un travailleur peut-il perdre son autorisation de travail à cause des erreurs de son employeur ? Bienvenue dans un nouvel épisode du podcast Droit de l’Immigration. Je suis Maître Fabio Loscerbo. Un tribunal italien de Bolzano a confirmé qu’un travailleur étranger peut perdre son autorisation de travail lorsque l’employeur ne fournit pas les documents exigés par la loi. Selon les juges, les obligations documentaires incombent principalement à l’employeur et leur absence peut justifier la révocation de l’autorisation. Merci de votre écoute et à bientôt pour un prochain épisode. https://ift.tt/OzMNB4C https://p16-common-sign.tiktokcdn-eu.com/tos-no1a-p-0037-no/oIH3P1VhiV4eAicYrByEWwCkOc8GAhB6BICvK5~tplv-tiktokx-cropcenter-q:300:400:q70.jpeg?dr=9232&refresh_token=76233b7a&x-expires=1784444400&x-signature=tB4zOvhXT7336YDA%2FoMN6oCLoRc%3D&t=bacd0480&ps=933b5bde&shp=d05b14bd&shcp=8aecc5ac&idc=no1a&biz_tag=tt_video&s=TIKTOK_FOR_DEVELOPER&sc=cover

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venerdì 17 luglio 2026

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La conversión del permiso de residencia estacional tras la expiración del título: la primacía de los requisitos sustanciales y la protección de la integración en la sentencia del Tribunal Administrativo Regional de Lombardía, Sección Cuarta, 8 de junio de 2026, n.º 2962 (Expediente n.º 2106/2024)

 

La conversión del permiso de residencia estacional tras la expiración del título: la primacía de los requisitos sustanciales y la protección de la integración en la sentencia del Tribunal Administrativo Regional de Lombardía, Sección Cuarta, 8 de junio de 2026, n.º 2962 (Expediente n.º 2106/2024)

La conversión del permiso de residencia por trabajo estacional en un permiso de residencia por trabajo por cuenta ajena constituye uno de los instrumentos mediante los cuales el legislador italiano pretende favorecer la estabilización en el territorio nacional de trabajadores extranjeros que ya han demostrado su capacidad de inserción en el mercado laboral. Desde esta perspectiva, resulta especialmente relevante la sentencia dictada por el Tribunal Administrativo Regional de Lombardía (TAR Lombardia), Sección Cuarta, n.º 2962, de 8 de junio de 2026, en el procedimiento n.º 2106/2024, que aborda la cuestión de la relevancia jurídica de la expiración del permiso de residencia en el contexto de su conversión.

La controversia tiene su origen en la revocación de una autorización para convertir un permiso de residencia por trabajo estacional en un permiso de residencia por trabajo por cuenta ajena. La Administración consideró que la solicitud de conversión había sido presentada después de la expiración del permiso y que, por tanto, debía ser rechazada. Sin embargo, el recurrente demostró que, aunque su permiso tenía validez hasta el 30 de septiembre de 2023, este le fue entregado materialmente por las autoridades únicamente el 16 de octubre de 2023, cuando ya había expirado.

La importancia de esta resolución radica en que se inscribe dentro de una orientación jurisprudencial que otorga prevalencia a los elementos sustanciales sobre los aspectos meramente formales de los procedimientos administrativos. El Tribunal recuerda la jurisprudencia consolidada del Consejo de Estado según la cual ninguna disposición legal exige que el permiso de residencia se encuentre todavía vigente en el momento de presentar la solicitud de conversión. Lo determinante es, por el contrario, la existencia de los requisitos materiales que justifican la concesión del nuevo título de residencia.

La sentencia pone de relieve la función económica y social de la institución de la conversión. El objetivo perseguido por el legislador no es sancionar irregularidades formales derivadas de retrasos administrativos, sino permitir la permanencia regular de personas que han desarrollado una relación efectiva con el mercado laboral italiano. En este contexto, la existencia de un contrato de trabajo, la disponibilidad de medios económicos suficientes y la integración efectiva en el tejido productivo y social adquieren una relevancia claramente superior a la mera circunstancia formal de la expiración del permiso original.

Especialmente significativa resulta la afirmación del Tribunal de que el retraso en la entrega del permiso era enteramente imputable a la Administración. A partir de esta premisa, la sentencia formula un principio general según el cual un ciudadano extranjero no puede sufrir consecuencias negativas derivadas de ineficiencias o demoras atribuibles exclusivamente a los organismos públicos. Esta conclusión se encuentra plenamente alineada con los principios constitucionales de buena administración e imparcialidad consagrados en el artículo 97 de la Constitución italiana.

La resolución también refleja una evolución más amplia del derecho de inmigración italiano, caracterizada por una atención creciente a los indicadores concretos de integración. Las referencias realizadas por el Tribunal a la estabilidad laboral, a la autosuficiencia económica y a la participación en la vida socioeconómica del país demuestran que la valoración administrativa debe centrarse en la situación real del interesado y no exclusivamente en elementos documentales o procedimentales. La integración emerge así como un criterio jurídicamente relevante para la evaluación de la posición del extranjero dentro del ordenamiento jurídico.

La sentencia del Tribunal Administrativo Regional de Lombardía confirma, en definitiva, una interpretación sustancial del artículo 24 del Decreto Legislativo n.º 286 de 1998. Según esta interpretación, la mera expiración del permiso de residencia estacional no constituye, por sí sola, una razón suficiente para denegar su conversión. Lo verdaderamente relevante es la comprobación de los elementos que acreditan la efectiva integración laboral del solicitante y la existencia de los requisitos legales necesarios para la concesión de un permiso de residencia por trabajo por cuenta ajena. Desde esta perspectiva, la decisión contribuye a consolidar una línea jurisprudencial orientada a la protección de la confianza legítima, la razonabilidad de la actuación administrativa y el reconocimiento de los procesos reales de integración desarrollados dentro de la sociedad italiana.

Avv. Fabio Loscerbo
Abogado

ORCID: https://orcid.org/0009-0004-7030-0428

Declaración de transparencia sobre las fuentes: El presente artículo se basa en la sentencia del Tribunal Administrativo Regional de Lombardía, Sección Cuarta, n.º 2962/2026, publicada el 8 de junio de 2026, expediente n.º 2106/2024. Las referencias jurídicas y los hechos expuestos han sido verificados directamente sobre el texto de la resolución judicial.

انتهاء تصريح العمل الموسمي: التحويل ما زال ممكناً


 

mercoledì 15 luglio 2026

Italian Court Rules Migrant Cannot Be Penalized for an 18-Month Administrative Delay

 

Italian Court Rules Migrant Cannot Be Penalized for an 18-Month Administrative Delay

A regional administrative court in southern Italy has delivered an important ruling on the rights of foreign workers, holding that a migrant cannot be deprived of a residence permit because of delays caused by the authorities themselves.

In a judgment published on June 9, 2026, the Regional Administrative Court of Puglia annulled a decision by the Bari Police Headquarters that had refused to issue a seasonal work residence permit to a foreign national who had legally entered Italy and promptly applied for the required immigration documents. The case was registered under general docket number 648 of 2026.

According to the court record, the applicant entered Italy with a valid seasonal work authorization and an entry visa issued through the Italian immigration system. After arriving in the country, he signed the mandatory residence contract and submitted an application for a seasonal work permit.

The problem arose when the authorities failed to process the application in a timely manner. The request, filed in February 2024, remained unresolved for approximately eighteen months. When the police finally examined the application in July 2025, they denied the permit, arguing that the maximum period of seasonal stay had already expired and that the applicant had failed to request the conversion of his seasonal status into another type of residence permit.

The court rejected that reasoning.

Judges found it unreasonable for the administration to rely on circumstances that were the direct consequence of its own delay. In particular, the court emphasized that the applicant could not be expected to convert a residence permit that had never been issued in the first place. The authorities' failure to process the application effectively prevented him from taking the procedural steps that would normally have been available to a holder of a valid seasonal permit.

The ruling is significant because it reinforces a fundamental principle of administrative law: public authorities cannot benefit from their own inactivity. Administrative delays, the court held, cannot be transformed into grounds for denying rights that existed when the original application was submitted.

The judges also dismissed arguments suggesting that technical limitations within government information systems could justify the refusal. According to the decision, organizational or technological difficulties cannot override the legal protection owed to individuals whose applications satisfy the requirements established by law.

Perhaps the most important aspect of the judgment is its recognition that the applicant had acquired a legitimate entitlement to the seasonal residence permit when he submitted his application. The subsequent delay did not eliminate that entitlement. As a result, the court ordered the administration to recognize the worker's position and to take the measures necessary to comply with the ruling.

The decision may have broader implications for immigration procedures in Italy, where delays in the processing of residence permits can have significant consequences for migrants seeking to renew, convert, or regularize their status. By placing responsibility for procedural delays squarely on the administration, the judgment strengthens legal safeguards for foreign nationals navigating the Italian immigration system.

By Avv. Fabio Loscerbo

ORCID: https://orcid.org/0009-0004-7030-0428

Permis de séjour pour recherche d’emploi : pas dans tous les cas


 

Italian Court Denies Job-Seeker Permit to Seasonal Workers Whose Employment Never Started https://ift.tt/BdRS0iV Italian Court Denies Job-Seeker Permit to Seasonal Workers Whose Employment Never Started A recent ruling by the Regional Administrative Court of Emilia-Romagna has highlighted a significant gap in Italy's immigration system, confirming that foreign seasonal workers cannot obtain a job-seeker residence permit if their employment relationship never actually began. The case involved two foreign nationals who had legally entered Italy after obtaining seasonal work visas through the country's annual immigration quota system. Their entry had been authorized on the basis of a job offer in the agricultural sector, and all the required immigration procedures had been completed before their arrival. However, once in Italy, the workers discovered that the employer who had requested their recruitment could no longer be located. As a result, the employment relationship was never formally established and the residence contract required under Italian immigration law was never signed. Faced with the prospect of losing their legal status through no fault of their own, the workers applied for a residence permit for job seeking, arguing that they should not bear the consequences of an employer's failure to fulfill its obligations. The authorities rejected the request, and the Administrative Court upheld that decision. According to the Court, a job-seeker residence permit is available only to individuals who have already established an employment relationship and subsequently lost their job for reasons beyond their control. Since the workers in this case never actually began working, the legal conditions required for obtaining such a permit were not met. The ruling reflects a strict interpretation of Italy's immigration legislation and reinforces the distinction between losing an existing job and never starting one in the first place. While legally consistent with the current statutory framework, the decision raises broader questions about the protection afforded to foreign workers who comply with every legal requirement for entry into Italy but find themselves abandoned by employers after arrival. The case illustrates the vulnerability of seasonal workers within a system that closely links residence rights to a specific employment relationship. When that relationship fails before it even begins, workers may be left without an effective legal remedy despite having acted entirely in good faith. As Italy continues to rely heavily on foreign labor in sectors such as agriculture, tourism and seasonal services, the ruling is likely to fuel further debate about whether legislative reforms are needed to protect workers caught in situations beyond their control. Avv. Fabio Loscerbo ORCID: https://ift.tt/ZfwPA2m https://ift.tt/8YnUuG5

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Seasonal Work: No Job-Seeker Permit Without a Job https://ift.tt/asPF0Tv https://ift.tt/CekAF1P

via Avv. Fabio Loscerbo https://ift.tt/1k9PfRj