domenica 18 ottobre 2026
Episodio 11 – لدي إدانة جنائية: تأثيرها على تصريح الإقامة
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Nuovo screening alle frontiere esterne: il regolamento UE 2024/1356 e le garanzie dello straniero
Il regolamento (UE) 2024/1356 disciplina gli accertamenti preliminari nei confronti di determinate categorie di cittadini di Paesi terzi alle frontiere esterne. La nuova procedura, applicabile nel quadro del Patto europeo dal 12 giugno 2026, non coincide con l’esame nel merito della domanda di protezione internazionale.
Lo screening serve, tra l’altro, a identificare le persone, effettuare controlli sanitari e di vulnerabilità nei casi previsti, svolgere verifiche di sicurezza e indirizzare l’interessato verso il procedimento giuridicamente appropriato. La disciplina individua presupposti, limiti temporali e obblighi delle autorità, nonché un meccanismo di monitoraggio del rispetto dei diritti fondamentali.
Occorre distinguere la fase di accertamento dalle procedure di asilo, di frontiera e di rimpatrio. L’avvio dello screening non significa che la domanda d’asilo sia già stata respinta e non autorizza a trascurare esigenze di protezione, condizioni di salute o situazioni di particolare vulnerabilità.
Nella pratica professionale diventerà essenziale ricostruire l’esatta sequenza degli atti: momento del rintraccio o dello sbarco, informazione sui diritti, identificazione, controlli, esito dello screening e successivo incardinamento della procedura. È questa tracciabilità, oltre al rispetto dei termini, che consentirà di verificare la legittimità dell’azione amministrativa.
Testo ufficiale: https://eur-lex.europa.eu/eli/reg/2024/1356/oj/ita
Avv. Fabio Loscerbo
Decreto flussi 2027: precompilazione dal 23 ottobre e calendario dei click day
La circolare interministeriale n. 7185 del 1° ottobre 2026 ha definito le indicazioni operative per i flussi di ingresso 2027, nell’ambito della programmazione triennale stabilita dal D.P.C.M. 2 ottobre 2025. Per il 2027 sono previsti 165.850 ingressi: 76.200 per lavoro subordinato non stagionale, 89.000 per lavoro stagionale e 650 per lavoro autonomo.
La precompilazione delle istanze sul Portale Servizi ALI sarà possibile dalle ore 9 del 23 ottobre alle ore 20 del 7 dicembre 2026. Dal 9 al 13 dicembre è prevista un’ulteriore finestra limitata al completamento e alla correzione delle domande già inserite, senza apertura di nuove domande. È indispensabile verificare il salvataggio e il passaggio allo stato «DA INVIARE».
I click day sono fissati al 12 gennaio 2027 per lavoro agricolo stagionale, al 9 febbraio per il turismo stagionale, al 16 febbraio per il lavoro subordinato non stagionale e al 18 febbraio per l’assistenza familiare. Le domande seguono modelli distinti e presupposti specifici.
La precompilazione non equivale a concessione del nulla osta né garantisce l’assegnazione della quota. Datori di lavoro e intermediari devono verificare requisiti, documentazione e aggiornamenti procedurali prima dell’invio. La correttezza dei dati dichiarati e la disponibilità dei documenti restano fondamentali per l’esito dell’istruttoria.
Fonti: https://www.integrazionemigranti.gov.it/it-it/Ricerca-news/Dettaglio-news/id/4957/Flussi-2027-cosi-la-precompilazione-delle-domande
https://lavoro.gov.it/notizie/pagine/decreto-flussi-2027-pubblicata-la-circolare-con-le-indicazioni-operative
Avv. Fabio Loscerbo
sabato 17 ottobre 2026
La prova dell'integrazione nel procedimento di soggiorno: perché i contributi INPS non bastano da soli
La prova dell'integrazione nel procedimento di soggiorno: perché i contributi INPS non bastano da soli
Quando si ricostruisce il percorso di una persona straniera in Italia, l'estratto conto contributivo INPS è spesso uno dei documenti più utili. Offre una traccia verificabile dei periodi lavorativi e può permettere di distinguere una relazione di lavoro effettiva da una promessa di assunzione ancora da realizzare. È però importante evitare un equivoco: l'integrazione lavorativa non coincide con un unico documento e il suo rilievo giuridico cambia a seconda del procedimento.
Che cosa dimostra l'estratto contributivo
Il documento riepiloga le contribuzioni registrate nelle gestioni previdenziali dell'interessato. Può aiutare a ricostruire la cronologia occupazionale, individuando periodi, datori e tipologie di accredito secondo le informazioni presenti. Non prova necessariamente, da solo, ogni elemento del rapporto di lavoro o tutti i redditi effettivamente percepiti. Quando occorre, va confrontato con contratti, comunicazioni obbligatorie, buste paga e documentazione fiscale.
La regola giuridica viene prima del documento
In una domanda di rinnovo per lavoro, i periodi occupazionali sono rilevanti in relazione ai requisiti del titolo richiesto. In un procedimento relativo ai legami familiari o ad altre situazioni protette, l'attività lavorativa può concorrere alla ricostruzione del radicamento, ma non sostituisce l'esame delle condizioni specificamente previste dalla legge. Non ogni percorso di integrazione, per quanto solido, attribuisce automaticamente un diritto a un determinato permesso.
Come leggere le lacune contributive
Un periodo privo di contribuzione registrata non conduce sempre alla stessa conclusione. Occorre verificare se vi siano interruzioni effettive dell'attività, rapporti comunicati ma non ancora correttamente riflessi nell'archivio, periodi indennizzati o altri elementi che richiedono un approfondimento. La ricostruzione deve essere coerente e documentata, senza attribuire all'estratto un significato che non possiede.
La difesa amministrativa deve collegare fatti e norme
Nella mia attività professionale considero essenziale distinguere tre livelli: il fatto storico, la prova di quel fatto e la ragione per cui esso assume rilevanza nel procedimento. Una memoria che si limita a elencare anni di lavoro rischia di lasciare irrisolto il requisito contestato dall'amministrazione. È più utile costruire una cronologia, associare a ogni periodo i documenti pertinenti e spiegare come il quadro emerso debba incidere sull'istruttoria.
Quando il fascicolo viene valutato negativamente
Se l'ufficio ritiene insussistenti requisiti economici o lavorativi, bisogna individuare la contestazione esatta. Può essere necessario dimostrare un rapporto effettivo, chiarire una discrasia contributiva, ricostruire un periodo di disoccupazione oppure contestare un errore di fatto. Occorre verificare la fase procedimentale, il contenuto di eventuali comunicazioni e i termini per presentare osservazioni o impugnare il provvedimento conclusivo.
Conclusione
La documentazione previdenziale è preziosa perché trasforma affermazioni generiche in dati controllabili. Ma una corretta valutazione dell'integrazione richiede un insieme coerente di elementi e, soprattutto, la loro collocazione nel quadro normativo applicabile. Il documento non deve sostituire l'argomentazione: deve renderla verificabile.
Riferimenti: D.Lgs. n. 286/1998, in particolare articolo 5; INPS – servizi previdenziali ed estratto conto contributivo.
Avv. Fabio Loscerbo
Avvocato Cassazionista
Iscritto nel Registro dei rappresentanti di interessi della Camera dei deputati in materia di Immigrazione
Lobbista registrato presso il Registro per la Trasparenza dell’Unione europea n. 280782895721-36 in materia di Migrazione e Asilo
ORCID: 0009-0004-7030-0428
Articolo redatto con l’ausilio di strumenti di AI, sotto la direzione, revisione e responsabilità editoriale dell’autore.
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