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martedì 7 luglio 2026

Permesso di soggiorno e precedenti penali: il Tribunale Amministrativo Regionale esclude gli automatismi quando esistono legami familiari

Permesso di soggiorno e precedenti penali: il Tribunale Amministrativo Regionale esclude gli automatismi quando esistono legami familiari Benvenuti a un nuovo episodio del podcast "Diritto dell'Immigrazione". Io sono l'Avv. Fabio Loscerbo e oggi analizziamo una sentenza di grande interesse pratico per tutti coloro che assistono cittadini stranieri nei procedimenti di rilascio o rinnovo del permesso di soggiorno. Vedremo perché una condanna penale, da sola, non è sempre sufficiente a giustificare un diniego e quali obblighi gravano sull'Amministrazione quando lo straniero ha costruito una reale vita familiare in Italia. La decisione di cui parliamo è quella del Tribunale Amministrativo Regionale per l'Emilia-Romagna, Sezione Prima, emessa il 9 giugno 2026 e pubblicata il 20 giugno 2026, sentenza numero 1193 del Registro delle Sentenze, pronunciata nel ricorso numero 230 del 2023. Il caso riguardava un cittadino nigeriano al quale la Questura di Bologna aveva negato il rinnovo del permesso di soggiorno sulla base di una precedente condanna per un reato in materia di sostanze stupefacenti, ritenuta automaticamente ostativa al rilascio del titolo. Il Tribunale, però, ricorda un principio fondamentale del diritto dell'immigrazione: quando lo straniero ha legami familiari effettivi nel territorio italiano, l'Amministrazione non può limitarsi a richiamare il precedente penale. È invece obbligata a svolgere una valutazione concreta della situazione personale. Nel caso esaminato, il ricorrente aveva dimostrato di vivere stabilmente con la propria compagna e con la figlia e di svolgere un'attività lavorativa regolare. Nonostante questi elementi fossero stati rappresentati già durante il procedimento amministrativo, la Questura li aveva sostanzialmente ignorati, limitandosi ad affermare che le osservazioni difensive non giustificavano una diversa decisione. Secondo il Tribunale questo approccio è illegittimo. Richiamando la giurisprudenza della Corte costituzionale e del Consiglio di Stato, la sentenza ribadisce che l'interesse dello Stato alla tutela dell'ordine pubblico deve essere bilanciato con il diritto all'unità familiare e con il diritto al rispetto della vita privata e familiare riconosciuto dall'articolo 8 della Convenzione Europea dei Diritti dell'Uomo. Ciò impone all'Amministrazione di motivare in modo puntuale le ragioni per cui, nel caso concreto, il precedente penale debba prevalere sui legami familiari e sul percorso di integrazione dello straniero. Per questo motivo il Tribunale Amministrativo Regionale ha accolto il ricorso, annullando il provvedimento di diniego e ordinando alla Questura di riesaminare l'istanza nel rispetto dei principi affermati dalla sentenza. Questa pronuncia conferma un principio che ogni operatore del diritto dell'immigrazione dovrebbe tenere ben presente: la presenza di una condanna penale non autorizza decisioni automatiche. Ogni vicenda deve essere esaminata nella sua concretezza, valutando la persona, la sua storia, la sua famiglia e il suo livello di integrazione nel territorio italiano. Io sono l'Avv. Fabio Loscerbo. Grazie per aver ascoltato questo episodio del podcast "Diritto dell'Immigrazione". Vi aspetto nel prossimo appuntamento per continuare ad approfondire insieme le più importanti novità della giurisprudenza e della normativa in materia di immigrazione.

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sabato 4 luglio 2026

Señalización en el Sistema de Información de Schengen: un visado no puede ser denegado sin explicar las razones

Señalización en el Sistema de Información de Schengen: un visado no puede ser denegado sin explicar las razones Bienvenidos a un nuevo episodio del pódcast "Derecho de Inmigración". Soy el abogado Fabio Loscerbo y hoy analizaremos una sentencia de gran importancia para todas las personas que solicitan un visado de entrada en Italia y se encuentran con una señalización en el Sistema de Información de Schengen, conocido como SIS. Esta decisión reafirma un principio fundamental: la Administración no puede limitarse a invocar la existencia de una señalización para denegar un visado. Debe explicar las razones concretas de la denegación y garantizar plenamente el derecho de defensa del solicitante. La sentencia que comentamos hoy fue dictada por el Tribunal Administrativo Regional del Lacio, Sección Quinta Quater, publicada el 9 de junio de 2026, con el número 10641 del Registro de Sentencias, en el recurso número 13541 del año 2025. El caso se refería a un ciudadano extranjero cuya solicitud de visado para trabajo por cuenta ajena fue rechazada por el Consulado de Italia debido a una señalización introducida en el Sistema de Información de Schengen por las autoridades austríacas. Sin embargo, posteriormente Austria eliminó dicha señalización. A pesar de ello, el Consulado se negó a revisar nuevamente la solicitud de visado. El Tribunal estimó el recurso basándose en la jurisprudencia del Tribunal de Justicia de la Unión Europea. Según los jueces, cuando un visado es denegado debido a una señalización SIS emitida por otro Estado miembro, las autoridades italianas deben indicar claramente qué Estado formuló la objeción y cuál es el motivo específico que justifica la denegación. Solo de esta manera el solicitante puede conocer las razones de la decisión y ejercer de forma efectiva su derecho de defensa. La sentencia también establece otro principio de gran relevancia: una señalización en el Sistema de Información de Schengen no implica automáticamente la denegación de un visado. La Administración tiene la obligación de realizar una verdadera evaluación individual del caso, comprobar las circunstancias concretas del solicitante y, cuando sea necesario, ponerse en contacto con el Estado miembro que introdujo la señalización. Además, el Tribunal recuerda la reciente jurisprudencia del Tribunal Constitucional italiano, según la cual una señalización SIS no impide automáticamente la expedición de un permiso de residencia o de un visado, sino que exige una valoración individual para determinar si la persona representa realmente una amenaza para el orden público o la seguridad pública. Por estas razones, el Tribunal Administrativo Regional anuló la denegación del visado y reafirmó que la transparencia, una motivación suficiente y el respeto del derecho de defensa son garantías esenciales también en los procedimientos relacionados con el Sistema de Información de Schengen. Soy el abogado Fabio Loscerbo. Gracias por escuchar este episodio del pódcast "Derecho de Inmigración". Les espero en el próximo episodio para seguir analizando las principales novedades legislativas y jurisprudenciales en materia de inmigración.

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giovedì 2 luglio 2026

Permesso di soggiorno per attesa occupazione: il TAR annulla il diniego basato sui precedenti penali

Permesso di soggiorno per attesa occupazione: il TAR annulla il diniego basato sui precedenti penali Benvenuti a un nuovo episodio del podcast Diritto dell'Immigrazione. Io sono l'Avvocato Fabio Loscerbo. Oggi parliamo di una importante sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale della Valle d'Aosta, pubblicata il 10 novembre 2025, relativa al ricorso numero di ruolo generale 1 del 2025. La vicenda riguarda il rigetto di una domanda di rinnovo del permesso di soggiorno per attesa occupazione. La Questura aveva negato il rinnovo sostenendo che il cittadino straniero presentasse numerosi precedenti amministrativi e penali, tali da delineare un profilo di pericolosità sociale. Il ricorrente ha contestato questa valutazione, evidenziando di vivere da anni in Italia, di avere qui la propria famiglia, il proprio percorso lavorativo e le proprie relazioni sociali, sostenendo che la mera presenza di precedenti non possa determinare automaticamente il diniego del permesso di soggiorno. Nel corso del giudizio il TAR ha ordinato per due volte alla Questura di produrre la documentazione relativa ai precedenti richiamati nel provvedimento impugnato. Tuttavia l'Amministrazione non ha dato seguito agli ordini istruttori del Tribunale. Questo elemento è stato decisivo. Il TAR ha infatti rilevato che il provvedimento era affetto da un evidente difetto di motivazione, perché non spiegava in modo concreto e attuale le ragioni della presunta pericolosità sociale del richiedente. Inoltre, il mancato riscontro agli ordini istruttori ha consentito al Collegio di valorizzare le deduzioni del ricorrente. La sentenza ricorda un principio fondamentale del diritto dell'immigrazione: i precedenti penali non possono essere utilizzati come un automatismo per negare un titolo di soggiorno. L'Amministrazione deve sempre effettuare una valutazione individuale, attuale e proporzionata della situazione della persona interessata. Per queste ragioni il Tribunale Amministrativo Regionale della Valle d'Aosta ha accolto il ricorso e ha annullato il provvedimento di rigetto, lasciando comunque all'Amministrazione la possibilità di riesaminare la posizione del richiedente con una motivazione adeguata. Grazie per aver ascoltato questo episodio del podcast Diritto dell'Immigrazione. Io sono l'Avvocato Fabio Loscerbo e vi do appuntamento al prossimo episodio.

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mercoledì 24 giugno 2026

Decreto Flussi: il lavoratore può perdere il nulla osta per colpa del datore di lavoro?

Decreto Flussi: il lavoratore può perdere il nulla osta per colpa del datore di lavoro? Benvenuti a un nuovo episodio del podcast Diritto dell’Immigrazione. Io sono l’Avvocato Fabio Loscerbo. Oggi parliamo di una importante decisione pubblicata il 16 aprile 2026 dal Tribunale Regionale di Giustizia Amministrativa – Sezione Autonoma di Bolzano, con sentenza numero 92 del 2026, pronunciata nel procedimento Registro Generale numero 245 del 2025. La vicenda riguarda un cittadino straniero entrato regolarmente in Italia attraverso il Decreto Flussi dopo aver ottenuto il visto di ingresso e il relativo nulla osta al lavoro. Successivamente, però, l'amministrazione ha revocato il nulla osta perché il datore di lavoro non aveva presentato tutta la documentazione richiesta dalla normativa. Il lavoratore ha impugnato il provvedimento sostenendo di avere collaborato con gli uffici e di avere prodotto i documenti in suo possesso. Il Tribunale ha tuttavia respinto il ricorso, affermando che gli obblighi documentali previsti dalla procedura gravano principalmente sul datore di lavoro e che la permanenza di carenze documentali essenziali legittima la revoca del nulla osta. Particolarmente interessante è il passaggio dedicato al permesso di soggiorno per attesa occupazione. La sentenza ricorda che questo titolo può essere riconosciuto soltanto in situazioni eccezionali, quando la mancata assunzione dipende da eventi di forza maggiore che hanno colpito il datore di lavoro, come il fallimento dell'impresa o altri eventi straordinari. Nel caso esaminato tali presupposti non erano presenti. Questa decisione evidenzia un aspetto molto importante del sistema del Decreto Flussi. La posizione del lavoratore straniero resta strettamente collegata alla correttezza degli adempimenti compiuti dal datore di lavoro. Di conseguenza, omissioni o irregolarità imputabili all'impresa possono produrre effetti rilevanti anche sul percorso di soggiorno del lavoratore che è già entrato regolarmente in Italia. Grazie per aver ascoltato questo episodio del podcast Diritto dell’Immigrazione. Io sono l’Avvocato Fabio Loscerbo e ci sentiamo nel prossimo episodio.

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domenica 21 giugno 2026

انتهاء تصريح العمل الموسمي: هل لا يزال من الممكن تحويله إلى تصريح عمل؟

صباح الخير، أنا المحامي فابيو لوتشيربو، وهذا حلقة جديدة من بودكاست قانون الهجرة. نتحدث اليوم عن حكم مهم صادر عن المحكمة الإدارية الإقليمية في لومبارديا بشأن تحويل تصريح الإقامة للعمل الموسمي إلى تصريح إقامة للعمل التابع. تتعلق القضية بعامل أجنبي كان يحمل تصريح إقامة للعمل الموسمي تنتهي صلاحيته في 30 سبتمبر 2023. إلا أن السلطات سلمته التصريح فعلياً في 16 أكتوبر 2023، أي بعد انتهاء صلاحيته. بعد ذلك، تقدم العامل بطلب لتحويل تصريحه إلى تصريح إقامة للعمل التابع. لكن المحافظة ألغت الموافقة بحجة أن الطلب قُدِّم بعد انتهاء صلاحية التصريح. المحكمة لم توافق على هذا الرأي. فقد أكدت أن التأخير في تسليم التصريح لم يكن بسبب العامل. كما ذكّرت بأن الاجتهاد القضائي المستقر يعتبر أن انتهاء صلاحية التصريح لا يمنع تلقائياً تحويله إلى نوع آخر من تصاريح الإقامة. ووفقاً للمحكمة، فإن العناصر الأساسية هي الشروط الموضوعية: ممارسة عمل قانوني في إيطاليا، وجود عرض عمل صالح، واستيفاء المتطلبات التي يفرضها قانون الهجرة. أما انتهاء الصلاحية من الناحية الشكلية فلا يمكن أن يكون سبباً كافياً للرفض عندما يثبت الشخص رغبته الحقيقية في العمل والاندماج داخل المجتمع الإيطالي. ولهذا السبب ألغت المحكمة قرار المحافظة وأمرت الإدارة بإعادة فحص الطلب من جديد. يوجه هذا الحكم رسالة مهمة: لا ينبغي تطبيق قانون الهجرة بطريقة بيروقراطية مفرطة. فعندما تتوافر الشروط القانونية المطلوبة، لا يجب أن تؤدي التأخيرات الإدارية إلى حرمان الشخص من تسوية وضعه القانوني ومواصلة عمله بشكل مشروع في إيطاليا. شكراً لكم على الاستماع إلى هذه الحلقة من بودكاست قانون الهجرة. كنت معكم المحامي فابيو لوتشيربو، وإلى اللقاء في حلقة جديدة.

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sabato 20 giugno 2026

Permiso de trabajo estacional vencido: ¿todavía es posible convertirlo en un permiso de trabajo?

Buenos días, soy el abogado Fabio Loscerbo y este es un nuevo episodio del podcast Derecho de Inmigración. Hoy hablamos de una importante sentencia del Tribunal Administrativo Regional de Lombardía sobre la conversión de un permiso de residencia por trabajo estacional en un permiso de residencia por trabajo por cuenta ajena. El caso se refiere a un trabajador extranjero que tenía un permiso de trabajo estacional con vencimiento el 30 de septiembre de 2023. Sin embargo, las autoridades le entregaron físicamente el documento recién el 16 de octubre de 2023, cuando ya había expirado. Posteriormente, el trabajador solicitó la conversión de su permiso en un permiso de residencia por trabajo por cuenta ajena. La Prefectura revocó la autorización alegando que la solicitud había sido presentada después del vencimiento del permiso. El Tribunal no estuvo de acuerdo. Los jueces señalaron que el retraso no era responsabilidad del trabajador. Además, recordaron que la jurisprudencia ya ha establecido que la expiración del permiso de residencia no impide automáticamente su conversión. Según el Tribunal, lo que realmente importa son los requisitos sustanciales: haber trabajado legalmente en Italia, disponer de una oferta de empleo válida y cumplir las condiciones previstas por la legislación de inmigración. La expiración formal del permiso no puede prevalecer sobre estos elementos, especialmente cuando el solicitante demuestra una verdadera voluntad de trabajar e integrarse en la sociedad italiana. Por esta razón, el Tribunal anuló la decisión de la Prefectura y ordenó a la administración volver a examinar la solicitud. Esta sentencia transmite un mensaje importante: el derecho de inmigración no debe aplicarse de manera excesivamente burocrática. Cuando una persona cumple los requisitos establecidos por la ley, los retrasos administrativos no deberían impedirle regularizar su situación y continuar trabajando legalmente en Italia. Gracias por escuchar este episodio del podcast Derecho de Inmigración. Soy el abogado Fabio Loscerbo y los espero en el próximo episodio.

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giovedì 18 giugno 2026

العنوان: تصريح الإقامة للعمل: الإدانة الجنائية وحدها لا تكفي لرفض التجديد

صباح الخير، أنا المحامي فابيو لوتشيربو، وهذه حلقة جديدة من بودكاست قانون الهجرة.
نتحدث اليوم عن حكم مهم صادر عن المحكمة الإدارية الإقليمية في إميليا رومانيا، نُشر بتاريخ 12 يونيو 2026. ويتعلق هذا الحكم بتجديد تصريح الإقامة للعمل والعلاقة بين الإدانات الجنائية وحق الأجنبي في الإقامة القانونية في إيطاليا.
تتعلق القضية بمواطن مغربي وصل إلى إيطاليا عام 2013 كقاصر غير مصحوب بذويه. وبعد سنوات من الإقامة القانونية والعمل، رفضت مديرية شرطة مودينا تجديد تصريح إقامته بسبب إدانة جنائية مرتبطة بجرائم تتعلق بالمخدرات.
قام صاحب الطلب بالطعن في القرار أمام المحكمة الإدارية، موضحاً أن الإدارة اكتفت بالإشارة إلى الإدانة الجنائية دون إجراء تقييم حقيقي لوضعه الشخصي.
وقد أيدت المحكمة موقفه.
وأكد القضاة أن الإدانة الجنائية لا يمكن أن تؤدي بشكل تلقائي إلى رفض أو سحب تصريح الإقامة. بل يجب على الإدارة إجراء تقييم فعلي ومحدد لمدى خطورة الشخص على المجتمع، مع الأخذ في الاعتبار تاريخه الشخصي، ومستوى اندماجه الاجتماعي والمهني، وخطورة الوقائع المنسوبة إليه، وجميع الظروف المتعلقة بالقضية.
كما ذكّرت المحكمة بالمبادئ التي أرستها المحكمة الدستورية الإيطالية والمحكمة الأوروبية لحقوق الإنسان، والتي تفرض تحقيق توازن بين متطلبات الأمن العام وحق الأجنبي في احترام حياته الخاصة والعائلية.
وفي هذه القضية، رأت المحكمة أن قرار الرفض الصادر عن مديرية الشرطة لم يتضمن أي تقييم حقيقي لمدى الخطورة الاجتماعية لمقدم الطلب. ولهذا السبب تم إلغاء القرار، وأُلزمت الإدارة بإعادة دراسة الملف وفقاً للمبادئ التي حددها الحكم.
ويؤكد هذا القرار مبدأً أساسياً في قانون الهجرة، وهو أن قضايا تصاريح الإقامة لا يمكن أن تُحسم من خلال إجراءات أو افتراضات تلقائية. فكل حالة يجب أن تُدرس بشكل فردي وعادل، مع مراعاة ظروف الشخص المعني.
شكراً لكم على الاستماع إلى هذه الحلقة من بودكاست قانون الهجرة.
أنا المحامي فابيو لوتشيربو، وإلى اللقاء في الحلقة القادمة.


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martedì 16 giugno 2026

Work Residence Permit: A Criminal Conviction Is Not Enough to Refuse Renewal

Good morning, I am Attorney Fabio Loscerbo, and this is a new episode of the Immigration Law podcast. Today, we are discussing an important decision issued by the Regional Administrative Court of Emilia-Romagna and published on June 12, 2026. The case concerns the renewal of a work residence permit and the relationship between criminal convictions and the right to remain legally in Italy. The case involved a Moroccan citizen who arrived in Italy in 2013 as an unaccompanied minor. After years of lawful residence and employment, the Police Headquarters of Modena refused to renew his work residence permit because of a criminal conviction related to drug offenses. The applicant challenged the decision before the Administrative Court, arguing that the authorities had relied solely on the conviction without properly examining his personal circumstances. The Court agreed. According to the judgment, a criminal conviction cannot automatically lead to the refusal or revocation of a residence permit. The administration must carry out a concrete assessment of whether the individual actually represents a danger to society, taking into account factors such as personal history, social and professional integration, the seriousness of the offense, and all relevant circumstances of the case. The Court also referred to the principles established by the Constitutional Court and the European Court of Human Rights, which require a fair balance between public security concerns and the foreign national’s right to private and family life. In this case, the judges found that the decision issued by the Police Headquarters lacked any real assessment of the applicant’s social dangerousness. For this reason, the refusal was annulled, and the administration will now have to reconsider the application in light of the principles established by the Court. This decision confirms an important rule of immigration law: residence permit cases cannot be decided through automatic mechanisms. Every individual situation must be examined carefully, fairly, and on its own merits. Thank you for listening to this episode of the Immigration Law podcast. I am Attorney Fabio Loscerbo, and I will see you in the next episode.

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sabato 6 giugno 2026

Travail saisonnier et titre de séjour : le Tribunal administratif d'Émilie-Romagne ferme la porte au permis pour recherche d'emploi

Bienvenue dans Droit de l'Immigration. Je suis Maître Fabio Loscerbo et voici un nouvel épisode du podcast Droit de l'Immigration. Aujourd'hui, nous parlons d'une récente décision du Tribunal administratif régional d'Émilie-Romagne, publiée le 4 juin 2026, qui concerne une question très importante pour les travailleurs étrangers entrés en Italie dans le cadre du système des quotas pour le travail saisonnier. L'affaire concerne deux ressortissants étrangers qui avaient obtenu légalement un visa d'entrée sur la base d'une autorisation de travail délivrée pour un emploi saisonnier dans le secteur agricole. Une fois arrivés en Italie, ils ont cependant découvert que l'employeur qui avait demandé leur recrutement était devenu introuvable et que la relation de travail n'avait jamais commencé. Les travailleurs ont alors demandé la délivrance d'un titre de séjour pour recherche d'emploi, estimant qu'ils ne devaient pas être pénalisés pour une situation indépendante de leur volonté. La demande a été rejetée par l'administration et le Tribunal administratif a confirmé cette décision. Selon les juges, le titre de séjour pour recherche d'emploi ne peut être accordé que lorsqu'une relation de travail a effectivement été établie puis interrompue pour des raisons non imputables au travailleur. Dans cette affaire, le contrat de séjour n'avait jamais été signé et l'activité professionnelle n'avait jamais débuté. Pour cette raison, le Tribunal a considéré que les conditions prévues par la loi pour obtenir un titre de séjour pour recherche d'emploi n'étaient pas réunies. Il s'agit d'une décision particulièrement importante, car elle concerne une situation qui n'est pas rare dans la pratique et qui peut toucher de nombreux travailleurs entrés légalement en Italie dans le cadre des quotas pour le travail saisonnier. Il faudra maintenant voir si la jurisprudence future adoptera une interprétation différente ou si le législateur interviendra pour combler cette lacune de protection. Merci de votre écoute. Je suis Maître Fabio Loscerbo et vous venez d'écouter un nouvel épisode du podcast Droit de l'Immigration. À bientôt pour un prochain épisode.

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lunedì 1 giugno 2026

Protección especial después del Decreto Cutro: el Tribunal de Bolonia confirma la importancia de la integración y de la vida privada

Bienvenidos a un nuevo episodio del pódcast Derecho de Inmigración. Soy el abogado Fabio Loscerbo. Hoy hablaremos de dos importantes resoluciones dictadas por el Tribunal de Bolonia el 22 de mayo de 2026. Estas decisiones confirman un principio que podría tener un impacto significativo en numerosos procedimientos de protección especial que todavía están pendientes en Italia. Los casos se referían a dos ciudadanos marroquíes cuyas solicitudes de protección internacional habían sido rechazadas por la Comisión Territorial. Sin embargo, durante el procedimiento judicial surgió un elemento decisivo: ambos habían construido una vida real en Italia a través de un empleo regular, una vivienda estable, relaciones sociales sólidas y el respeto de las normas del país de acogida. El aspecto más relevante de estas resoluciones es que el Tribunal se apoya expresamente en la decisión número 13309 de 2025 del Tribunal Supremo italiano. Según el Tribunal de Bolonia, el Decreto Cutro no eliminó la protección de la vida privada y familiar de los ciudadanos extranjeros. Incluso después de la reforma de 2023, las obligaciones constitucionales e internacionales siguen exigiendo una evaluación del grado de integración alcanzado por la persona en Italia. Los jueces destacan que cuanto más sólida sea la vida construida en Italia, más grave puede resultar una expulsión o un retorno forzoso. Estas medidas pueden vulnerar el derecho a la vida privada y familiar protegido por el artículo 8 del Convenio Europeo de Derechos Humanos y por los principios fundamentales de la Constitución italiana. La evaluación no se limita al trabajo, sino que abarca todo el proceso de integración social, personal y familiar desarrollado en el país. En el primer caso, el Tribunal valoró varios años de trabajo en el sector de la construcción, la disponibilidad de una vivienda independiente y la obtención del permiso de conducir italiano. En el segundo caso, consideró especialmente relevante la existencia de un contrato de trabajo indefinido, la asistencia a cursos de lengua italiana, una vivienda autónoma y la ausencia de antecedentes penales o comportamientos negativos. A la luz de estos elementos, el Tribunal de Bolonia reconoció a ambos solicitantes el derecho a obtener un permiso de residencia por protección especial con una duración de dos años, renovable y válido para trabajar legalmente en Italia. Estas resoluciones confirman que la integración sigue siendo un elemento fundamental en la evaluación de las solicitudes de protección especial y que el derecho a la vida privada y familiar continúa desempeñando un papel central incluso dentro del marco jurídico posterior al Decreto Cutro. Gracias por escuchar este episodio del pódcast Derecho de Inmigración. Soy el abogado Fabio Loscerbo y les espero en el próximo episodio dedicado a las novedades del derecho de inmigración.

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sabato 23 maggio 2026

Autorización de trabajo y permiso de residencia: ¿qué ocurre si cambia el empleador?

Autorización de trabajo y permiso de residencia: ¿qué ocurre si cambia el empleador? Bienvenidos a un nuevo episodio del podcast “Derecho de Inmigración”.
Soy el abogado Fabio Loscerbo y hoy hablaremos de una reciente sentencia del Tribunal Administrativo Regional de Emilia-Romaña sobre la conversión de un permiso de residencia por prácticas en un permiso de residencia por trabajo subordinado, con especial atención a la autorización de trabajo italiana, conocida como “nulla osta”. El caso aborda un problema muy frecuente en los procedimientos migratorios: qué sucede cuando un trabajador extranjero obtiene una autorización de trabajo para un empleador determinado, pero después comienza a trabajar para otra empresa. En el caso analizado por el Tribunal, el ciudadano extranjero había obtenido el nulla osta para la conversión del permiso de residencia y había firmado el contrato de residencia con un empleador específico. Sin embargo, posteriormente comenzó una relación laboral con otra empresa. Por este motivo, la Questura de Forlì declaró inadmisible la solicitud de conversión del permiso de residencia por trabajo subordinado. Según el Tribunal Administrativo, el nulla osta está estrictamente vinculado al empleador que inició el procedimiento administrativo.
Por esta razón, especialmente en la fase inicial, debe existir coherencia entre el empleador que solicita la autorización, el contrato de residencia y la relación laboral efectivamente iniciada con el trabajador extranjero. Los jueces también explican que esta interpretación tiene como objetivo evitar usos distorsionados del sistema migratorio, especialmente en aquellos casos en los que se inician procedimientos sin una verdadera intención de contratar al trabajador extranjero. Sin embargo, hay otro aspecto importante.
El Tribunal subraya que el recurrente no presentó ninguna explicación concreta sobre las razones por las cuales la primera relación laboral nunca llegó a comenzar realmente. Y precisamente aquí suele encontrarse el punto central de la estrategia jurídica: documentar las razones del cambio de empleador, demostrar la continuidad laboral y explicar claramente qué ocurrió durante el procedimiento administrativo. Eso es todo por hoy.
Soy el abogado Fabio Loscerbo y este fue un nuevo episodio del podcast “Derecho de Inmigración”.

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