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martedì 8 settembre 2026

venerdì 21 agosto 2026

giovedì 20 agosto 2026

sabato 15 agosto 2026

martedì 7 luglio 2026

Permesso di soggiorno e precedenti penali: il Tribunale Amministrativo Regionale esclude gli automatismi quando esistono legami familiari

Permesso di soggiorno e precedenti penali: il Tribunale Amministrativo Regionale esclude gli automatismi quando esistono legami familiari Benvenuti a un nuovo episodio del podcast "Diritto dell'Immigrazione". Io sono l'Avv. Fabio Loscerbo e oggi analizziamo una sentenza di grande interesse pratico per tutti coloro che assistono cittadini stranieri nei procedimenti di rilascio o rinnovo del permesso di soggiorno. Vedremo perché una condanna penale, da sola, non è sempre sufficiente a giustificare un diniego e quali obblighi gravano sull'Amministrazione quando lo straniero ha costruito una reale vita familiare in Italia. La decisione di cui parliamo è quella del Tribunale Amministrativo Regionale per l'Emilia-Romagna, Sezione Prima, emessa il 9 giugno 2026 e pubblicata il 20 giugno 2026, sentenza numero 1193 del Registro delle Sentenze, pronunciata nel ricorso numero 230 del 2023. Il caso riguardava un cittadino nigeriano al quale la Questura di Bologna aveva negato il rinnovo del permesso di soggiorno sulla base di una precedente condanna per un reato in materia di sostanze stupefacenti, ritenuta automaticamente ostativa al rilascio del titolo. Il Tribunale, però, ricorda un principio fondamentale del diritto dell'immigrazione: quando lo straniero ha legami familiari effettivi nel territorio italiano, l'Amministrazione non può limitarsi a richiamare il precedente penale. È invece obbligata a svolgere una valutazione concreta della situazione personale. Nel caso esaminato, il ricorrente aveva dimostrato di vivere stabilmente con la propria compagna e con la figlia e di svolgere un'attività lavorativa regolare. Nonostante questi elementi fossero stati rappresentati già durante il procedimento amministrativo, la Questura li aveva sostanzialmente ignorati, limitandosi ad affermare che le osservazioni difensive non giustificavano una diversa decisione. Secondo il Tribunale questo approccio è illegittimo. Richiamando la giurisprudenza della Corte costituzionale e del Consiglio di Stato, la sentenza ribadisce che l'interesse dello Stato alla tutela dell'ordine pubblico deve essere bilanciato con il diritto all'unità familiare e con il diritto al rispetto della vita privata e familiare riconosciuto dall'articolo 8 della Convenzione Europea dei Diritti dell'Uomo. Ciò impone all'Amministrazione di motivare in modo puntuale le ragioni per cui, nel caso concreto, il precedente penale debba prevalere sui legami familiari e sul percorso di integrazione dello straniero. Per questo motivo il Tribunale Amministrativo Regionale ha accolto il ricorso, annullando il provvedimento di diniego e ordinando alla Questura di riesaminare l'istanza nel rispetto dei principi affermati dalla sentenza. Questa pronuncia conferma un principio che ogni operatore del diritto dell'immigrazione dovrebbe tenere ben presente: la presenza di una condanna penale non autorizza decisioni automatiche. Ogni vicenda deve essere esaminata nella sua concretezza, valutando la persona, la sua storia, la sua famiglia e il suo livello di integrazione nel territorio italiano. Io sono l'Avv. Fabio Loscerbo. Grazie per aver ascoltato questo episodio del podcast "Diritto dell'Immigrazione". Vi aspetto nel prossimo appuntamento per continuare ad approfondire insieme le più importanti novità della giurisprudenza e della normativa in materia di immigrazione.

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sabato 4 luglio 2026

Señalización en el Sistema de Información de Schengen: un visado no puede ser denegado sin explicar las razones

Señalización en el Sistema de Información de Schengen: un visado no puede ser denegado sin explicar las razones Bienvenidos a un nuevo episodio del pódcast "Derecho de Inmigración". Soy el abogado Fabio Loscerbo y hoy analizaremos una sentencia de gran importancia para todas las personas que solicitan un visado de entrada en Italia y se encuentran con una señalización en el Sistema de Información de Schengen, conocido como SIS. Esta decisión reafirma un principio fundamental: la Administración no puede limitarse a invocar la existencia de una señalización para denegar un visado. Debe explicar las razones concretas de la denegación y garantizar plenamente el derecho de defensa del solicitante. La sentencia que comentamos hoy fue dictada por el Tribunal Administrativo Regional del Lacio, Sección Quinta Quater, publicada el 9 de junio de 2026, con el número 10641 del Registro de Sentencias, en el recurso número 13541 del año 2025. El caso se refería a un ciudadano extranjero cuya solicitud de visado para trabajo por cuenta ajena fue rechazada por el Consulado de Italia debido a una señalización introducida en el Sistema de Información de Schengen por las autoridades austríacas. Sin embargo, posteriormente Austria eliminó dicha señalización. A pesar de ello, el Consulado se negó a revisar nuevamente la solicitud de visado. El Tribunal estimó el recurso basándose en la jurisprudencia del Tribunal de Justicia de la Unión Europea. Según los jueces, cuando un visado es denegado debido a una señalización SIS emitida por otro Estado miembro, las autoridades italianas deben indicar claramente qué Estado formuló la objeción y cuál es el motivo específico que justifica la denegación. Solo de esta manera el solicitante puede conocer las razones de la decisión y ejercer de forma efectiva su derecho de defensa. La sentencia también establece otro principio de gran relevancia: una señalización en el Sistema de Información de Schengen no implica automáticamente la denegación de un visado. La Administración tiene la obligación de realizar una verdadera evaluación individual del caso, comprobar las circunstancias concretas del solicitante y, cuando sea necesario, ponerse en contacto con el Estado miembro que introdujo la señalización. Además, el Tribunal recuerda la reciente jurisprudencia del Tribunal Constitucional italiano, según la cual una señalización SIS no impide automáticamente la expedición de un permiso de residencia o de un visado, sino que exige una valoración individual para determinar si la persona representa realmente una amenaza para el orden público o la seguridad pública. Por estas razones, el Tribunal Administrativo Regional anuló la denegación del visado y reafirmó que la transparencia, una motivación suficiente y el respeto del derecho de defensa son garantías esenciales también en los procedimientos relacionados con el Sistema de Información de Schengen. Soy el abogado Fabio Loscerbo. Gracias por escuchar este episodio del pódcast "Derecho de Inmigración". Les espero en el próximo episodio para seguir analizando las principales novedades legislativas y jurisprudenciales en materia de inmigración.

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giovedì 2 luglio 2026

Permesso di soggiorno per attesa occupazione: il TAR annulla il diniego basato sui precedenti penali

Permesso di soggiorno per attesa occupazione: il TAR annulla il diniego basato sui precedenti penali Benvenuti a un nuovo episodio del podcast Diritto dell'Immigrazione. Io sono l'Avvocato Fabio Loscerbo. Oggi parliamo di una importante sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale della Valle d'Aosta, pubblicata il 10 novembre 2025, relativa al ricorso numero di ruolo generale 1 del 2025. La vicenda riguarda il rigetto di una domanda di rinnovo del permesso di soggiorno per attesa occupazione. La Questura aveva negato il rinnovo sostenendo che il cittadino straniero presentasse numerosi precedenti amministrativi e penali, tali da delineare un profilo di pericolosità sociale. Il ricorrente ha contestato questa valutazione, evidenziando di vivere da anni in Italia, di avere qui la propria famiglia, il proprio percorso lavorativo e le proprie relazioni sociali, sostenendo che la mera presenza di precedenti non possa determinare automaticamente il diniego del permesso di soggiorno. Nel corso del giudizio il TAR ha ordinato per due volte alla Questura di produrre la documentazione relativa ai precedenti richiamati nel provvedimento impugnato. Tuttavia l'Amministrazione non ha dato seguito agli ordini istruttori del Tribunale. Questo elemento è stato decisivo. Il TAR ha infatti rilevato che il provvedimento era affetto da un evidente difetto di motivazione, perché non spiegava in modo concreto e attuale le ragioni della presunta pericolosità sociale del richiedente. Inoltre, il mancato riscontro agli ordini istruttori ha consentito al Collegio di valorizzare le deduzioni del ricorrente. La sentenza ricorda un principio fondamentale del diritto dell'immigrazione: i precedenti penali non possono essere utilizzati come un automatismo per negare un titolo di soggiorno. L'Amministrazione deve sempre effettuare una valutazione individuale, attuale e proporzionata della situazione della persona interessata. Per queste ragioni il Tribunale Amministrativo Regionale della Valle d'Aosta ha accolto il ricorso e ha annullato il provvedimento di rigetto, lasciando comunque all'Amministrazione la possibilità di riesaminare la posizione del richiedente con una motivazione adeguata. Grazie per aver ascoltato questo episodio del podcast Diritto dell'Immigrazione. Io sono l'Avvocato Fabio Loscerbo e vi do appuntamento al prossimo episodio.

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mercoledì 24 giugno 2026

Decreto Flussi: il lavoratore può perdere il nulla osta per colpa del datore di lavoro?

Decreto Flussi: il lavoratore può perdere il nulla osta per colpa del datore di lavoro? Benvenuti a un nuovo episodio del podcast Diritto dell’Immigrazione. Io sono l’Avvocato Fabio Loscerbo. Oggi parliamo di una importante decisione pubblicata il 16 aprile 2026 dal Tribunale Regionale di Giustizia Amministrativa – Sezione Autonoma di Bolzano, con sentenza numero 92 del 2026, pronunciata nel procedimento Registro Generale numero 245 del 2025. La vicenda riguarda un cittadino straniero entrato regolarmente in Italia attraverso il Decreto Flussi dopo aver ottenuto il visto di ingresso e il relativo nulla osta al lavoro. Successivamente, però, l'amministrazione ha revocato il nulla osta perché il datore di lavoro non aveva presentato tutta la documentazione richiesta dalla normativa. Il lavoratore ha impugnato il provvedimento sostenendo di avere collaborato con gli uffici e di avere prodotto i documenti in suo possesso. Il Tribunale ha tuttavia respinto il ricorso, affermando che gli obblighi documentali previsti dalla procedura gravano principalmente sul datore di lavoro e che la permanenza di carenze documentali essenziali legittima la revoca del nulla osta. Particolarmente interessante è il passaggio dedicato al permesso di soggiorno per attesa occupazione. La sentenza ricorda che questo titolo può essere riconosciuto soltanto in situazioni eccezionali, quando la mancata assunzione dipende da eventi di forza maggiore che hanno colpito il datore di lavoro, come il fallimento dell'impresa o altri eventi straordinari. Nel caso esaminato tali presupposti non erano presenti. Questa decisione evidenzia un aspetto molto importante del sistema del Decreto Flussi. La posizione del lavoratore straniero resta strettamente collegata alla correttezza degli adempimenti compiuti dal datore di lavoro. Di conseguenza, omissioni o irregolarità imputabili all'impresa possono produrre effetti rilevanti anche sul percorso di soggiorno del lavoratore che è già entrato regolarmente in Italia. Grazie per aver ascoltato questo episodio del podcast Diritto dell’Immigrazione. Io sono l’Avvocato Fabio Loscerbo e ci sentiamo nel prossimo episodio.

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domenica 21 giugno 2026

انتهاء تصريح العمل الموسمي: هل لا يزال من الممكن تحويله إلى تصريح عمل؟

صباح الخير، أنا المحامي فابيو لوتشيربو، وهذا حلقة جديدة من بودكاست قانون الهجرة. نتحدث اليوم عن حكم مهم صادر عن المحكمة الإدارية الإقليمية في لومبارديا بشأن تحويل تصريح الإقامة للعمل الموسمي إلى تصريح إقامة للعمل التابع. تتعلق القضية بعامل أجنبي كان يحمل تصريح إقامة للعمل الموسمي تنتهي صلاحيته في 30 سبتمبر 2023. إلا أن السلطات سلمته التصريح فعلياً في 16 أكتوبر 2023، أي بعد انتهاء صلاحيته. بعد ذلك، تقدم العامل بطلب لتحويل تصريحه إلى تصريح إقامة للعمل التابع. لكن المحافظة ألغت الموافقة بحجة أن الطلب قُدِّم بعد انتهاء صلاحية التصريح. المحكمة لم توافق على هذا الرأي. فقد أكدت أن التأخير في تسليم التصريح لم يكن بسبب العامل. كما ذكّرت بأن الاجتهاد القضائي المستقر يعتبر أن انتهاء صلاحية التصريح لا يمنع تلقائياً تحويله إلى نوع آخر من تصاريح الإقامة. ووفقاً للمحكمة، فإن العناصر الأساسية هي الشروط الموضوعية: ممارسة عمل قانوني في إيطاليا، وجود عرض عمل صالح، واستيفاء المتطلبات التي يفرضها قانون الهجرة. أما انتهاء الصلاحية من الناحية الشكلية فلا يمكن أن يكون سبباً كافياً للرفض عندما يثبت الشخص رغبته الحقيقية في العمل والاندماج داخل المجتمع الإيطالي. ولهذا السبب ألغت المحكمة قرار المحافظة وأمرت الإدارة بإعادة فحص الطلب من جديد. يوجه هذا الحكم رسالة مهمة: لا ينبغي تطبيق قانون الهجرة بطريقة بيروقراطية مفرطة. فعندما تتوافر الشروط القانونية المطلوبة، لا يجب أن تؤدي التأخيرات الإدارية إلى حرمان الشخص من تسوية وضعه القانوني ومواصلة عمله بشكل مشروع في إيطاليا. شكراً لكم على الاستماع إلى هذه الحلقة من بودكاست قانون الهجرة. كنت معكم المحامي فابيو لوتشيربو، وإلى اللقاء في حلقة جديدة.

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