mercoledì 18 febbraio 2026

تبدیل اجازه اقامت فصلی در ایتالیا: خودکار نیست

 تبدیل اجازه اقامت فصلی در ایتالیا: خودکار نیست

رأی اخیر دادگاه اداری منطقه‌ای توسکانا تأکید می‌کند که تبدیل اجازه اقامت فصلی به اجازه کار در ایتالیا یک روند خودکار نیست.

قانون ایتالیا حداقل سه ماه کار منظم و یک پیشنهاد شغلی معتبر را الزامی می‌داند. در بخش کشاورزی، این شرط به معنای حداقل ۳۹ روز کار در یک دوره سه‌ماهه است.

در پرونده مورد بررسی (رأی شماره 329/2026)، کارگر به این حد نصاب نرسیده بود و به شرایط نامساعد جوی استناد کرده بود. دادگاه اعتراض را رد کرد و تأکید نمود که چنین ادعاهایی باید با مدارک دقیق و مستند اثبات شوند.

نتیجه روشن است: کار واقعی، مدارک مستحکم و رعایت دقیق معیارهای اداری ضروری است.

متن کامل رأی در اینجا در دسترس است:
https://www.calameo.com/books/008079775c59a953c4ae6

Avv. Fabio Loscerbo

Conversion du permis saisonnier en Italie : ce n’est pas automatique

 Conversion du permis saisonnier en Italie : ce n’est pas automatique

Une récente décision du Tribunal administratif régional de Toscane rappelle un principe fondamental : la conversion d’un permis de séjour saisonnier en permis de travail salarié n’est pas automatique.

La loi italienne exige au moins trois mois de travail régulier et une offre d’emploi valable. Dans le secteur agricole, cela correspond à un minimum de 39 journées de travail sur trois mois.

Dans l’affaire jugée (arrêt n° 329/2026), le travailleur n’avait pas atteint ce seuil et invoquait le mauvais temps. La juridiction a rejeté le recours, en soulignant que ces circonstances doivent être prouvées de manière précise et documentée.

Conclusion : activité réelle, preuves concrètes et respect strict des critères administratifs.

Texte intégral disponible ici :
https://www.calameo.com/books/008079775c59a953c4ae6

Avv. Fabio Loscerbo

La conversione del permesso di soggiorno stagionale tra requisito dei tre mesi e criterio delle giornate effettive – Nota a TAR Toscana, Sez. II, sent. n. 329/2026

 La conversione del permesso di soggiorno stagionale tra requisito dei tre mesi e criterio delle giornate effettive – Nota a TAR Toscana, Sez. II, sent. n. 329/2026

Abstract
Il contributo analizza la sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale per la Toscana, Sezione Seconda, n. 329 del 2026, pubblicata l’11 febbraio 2026, in materia di conversione del permesso di soggiorno stagionale in permesso per lavoro subordinato. L’attenzione si concentra sulla legittimità del criterio amministrativo che traduce il requisito normativo dei “tre mesi di lavoro” in un parametro di giornate effettive nel settore agricolo, nonché sull’onere probatorio gravante sul richiedente.


La pronuncia in esame – resa nel procedimento iscritto al ruolo generale n. 1670/2025 – offre un’occasione significativa per riflettere sull’interpretazione dell’art. 24, comma 10, del decreto legislativo 286/1998, disposizione che disciplina la possibilità per il lavoratore stagionale di ottenere la conversione del titolo di soggiorno in permesso per lavoro subordinato.

Il testo normativo richiede due presupposti essenziali: da un lato, lo svolgimento di regolare attività lavorativa sul territorio nazionale per almeno tre mesi; dall’altro, l’esistenza di un’offerta di lavoro subordinato, a tempo determinato o indeterminato. La norma, tuttavia, non specifica come debba essere misurato il requisito temporale nel caso di settori caratterizzati da fisiologica discontinuità della prestazione, quale quello agricolo.

È in questo spazio interpretativo che si inserisce la prassi amministrativa, la quale – mediante circolari applicative – ha individuato un criterio di commutazione del parametro “mensile” in giornate effettive di lavoro, fissando la soglia in una media di tredici giornate per ciascun mese, per un totale di trentanove giornate nel trimestre.

Il TAR Toscana ritiene tale criterio conforme alla norma primaria, escludendo qualsiasi contrasto con il dettato legislativo. La conversione del parametro temporale in giornate non viene considerata un aggravamento indebito del requisito, bensì una modalità tecnica di adattamento della disposizione generale alle peculiarità del lavoro agricolo. La decisione valorizza, in tal senso, la ratio dell’istituto: evitare che la conversione divenga uno strumento elusivo, consentendo il passaggio a un titolo più stabile in assenza di un’effettiva esperienza lavorativa.

La sentenza assume rilievo anche sotto il profilo dell’onere della prova. Nel caso di specie, il ricorrente aveva dedotto che il mancato raggiungimento delle trentanove giornate fosse dipeso da condizioni meteorologiche avverse. Il Collegio, tuttavia, ha ritenuto tale allegazione insufficiente in difetto di documentazione specifica e puntuale. Ne emerge un principio di particolare importanza sistematica: nelle procedure di conversione, le circostanze giustificative devono essere dimostrate in modo rigoroso, non potendo il giudice amministrativo fondare la decisione su mere affermazioni generiche.

La pronuncia si colloca dunque in un orientamento che interpreta la stabilizzazione del soggiorno come esito di un percorso lavorativo effettivo e documentato. In questa prospettiva, la conversione non costituisce un automatismo collegato alla mera decorrenza temporale, ma il risultato di un accertamento sostanziale sull’inserimento del lavoratore nel tessuto produttivo.

L’interesse della decisione non è soltanto applicativo, ma sistemico. Essa contribuisce a delineare un equilibrio tra discrezionalità amministrativa e legalità sostanziale, riconoscendo alle circolari una funzione integrativa e non innovativa della disciplina primaria, purché coerenti con la finalità della norma.

La sentenza è pubblicata integralmente su Calaméo al seguente indirizzo:
https://www.calameo.com/books/008079775c59a953c4ae6

URL esteso per copia e incolla:
https://www.calameo.com/books/008079775c59a953c4ae6

La disponibilità del testo integrale consente agli operatori del diritto di valutare in modo diretto l’impianto motivazionale del Collegio e di approfondire un tema che, nella prassi delle Prefetture e degli Sportelli Unici per l’Immigrazione, continua a generare rilevante contenzioso.

Avv. Fabio Loscerbo

العنوان تحويل تصريح الإقامة الموسمي ما هي الشروط القانونية؟

العنوان: تحويل تصريح الإقامة الموسمي: ما هي الشروط القانونية؟ مرحبًا بكم في حلقة جديدة من بودكاست قانون الهجرة. أنا المحامي فابيو لوتشيربو، وفي هذه الحلقة نتناول موضوعًا عمليًا ومهمًا: الشروط اللازمة لتحويل تصريح الإقامة الموسمي إلى تصريح إقامة للعمل لدى الغير في إيطاليا. نستند في حديثنا إلى حكم حديث صادر عن المحكمة الإدارية الإقليمية في توسكانا، الدائرة الثانية، الحكم رقم 329 لسنة 2026، المنشور بتاريخ 11 فبراير 2026، في الدعوى المسجلة تحت رقم السجل العام 1670 لسنة 2025. تتعلق القضية بعامل زراعي رُفض طلبه لتحويل التصريح الموسمي لأنه لم يبلغ الحد الأدنى من أيام العمل المطلوبة وفقًا للممارسة الإدارية. الأساس القانوني نجده في المادة 24 الفقرة 10 من المرسوم التشريعي رقم 286 لسنة 1998. تنص هذه المادة على أن العامل الموسمي الذي مارس نشاطًا مهنيًا منتظمًا داخل الأراضي الإيطالية لمدة لا تقل عن ثلاثة أشهر، وحصل على عرض عمل لدى الغير، سواء بعقد محدد المدة أو غير محدد المدة، يمكنه طلب تحويل تصريح الإقامة. إذن الشروط واضحة: أولًا، وجود عرض عمل حقيقي وفعلي. ثانيًا، إثبات ممارسة نشاط مهني منتظم لمدة ثلاثة أشهر على الأقل. في القطاع الزراعي، غير أن مفهوم “ثلاثة أشهر” يُترجم إلى عدد فعلي من أيام العمل. وبسبب طبيعة العمل الزراعي الذي يتأثر كثيرًا بالظروف المناخية، حددت التعاميم الإدارية معيارًا يتمثل في متوسط لا يقل عن ثلاثة عشر يوم عمل في الشهر، بمجموع تسعة وثلاثين يومًا خلال ثلاثة أشهر. المحكمة اعتبرت هذا المعيار مشروعًا ومتوافقًا مع القانون. ورأت أن تحويل الأشهر إلى أيام عمل لا يتعارض مع النص القانوني، بل يحقق هدفه، وهو ضمان أن العامل قد مارس عملًا فعليًا وحقيقيًا قبل الحصول على تصريح أكثر استقرارًا. أما بخصوص ادعاء العامل أن سوء الأحوال الجوية منعه من بلوغ تسعة وثلاثين يومًا، فقد أوضحت المحكمة أن مثل هذه الظروف يجب إثباتها بدقة وبمستندات واضحة. التصريحات العامة أو غير المدعومة بأدلة لا تكفي. الرسالة واضحة: تحويل التصريح الموسمي ليس إجراءً تلقائيًا. يجب إثبات عمل حقيقي وموثق ومتوافق مع المعايير الإدارية. كما يجب التحضير بعناية للمرحلة الإدارية قبل اللجوء إلى القضاء. في قانون الهجرة، الوقائع مهمة. لكن الإثبات لا يقل أهمية عنها. شكرًا لاستماعكم، ونلتقي في حلقة جديدة من بودكاست قانون الهجرة. https://www.youtube.com/watch?v=a3vJyiVdMW4

📌 Lavoro stagionale e permesso di soggiorno: un chiarimento necessario

 📌 Lavoro stagionale e permesso di soggiorno: un chiarimento necessario

Con una sentenza depositata il 5 febbraio 2026 (n. 217), il Tribunale Amministrativo Regionale per l’Emilia-Romagna ha ribadito un principio che continua a generare equivoci: chi entra in Italia con un visto per lavoro stagionale non ha diritto al permesso di soggiorno per attesa occupazione.

Il lavoro stagionale segue una disciplina propria, diversa dal lavoro subordinato ordinario. Se il rapporto non si perfeziona o si interrompe, il visto e il nulla osta perdono efficacia e non possono essere “trasformati” in un titolo per restare in Italia in attesa di un nuovo impiego. Le circolari amministrative non possono derogare a una norma chiara di legge.

È un punto fermo, ormai confermato dalla giurisprudenza, che serve a evitare illusioni, contenzioso inutile e conseguenze spesso molto pesanti per i lavoratori stranieri coinvolti.

👉 Il testo integrale della sentenza è disponibile qui:
https://www.calameo.com/books/008079775493de16d3a2d

Avv. Fabio Loscerbo

Travail saisonnier et titre de séjour : la justice administrative italienne confirme les limites du « séjour en attente d’emploi »

 Travail saisonnier et titre de séjour : la justice administrative italienne confirme les limites du « séjour en attente d’emploi »

Une récente décision du Tribunal administratif régional d’Émilie-Romagne apporte une clarification importante en matière de droit des étrangers en Italie. Selon le juge administratif, un ressortissant étranger entré sur le territoire italien avec un visa pour travail saisonnier ne peut pas obtenir un titre de séjour « en attente d’emploi » lorsque la relation de travail saisonnière n’a pas été correctement établie ou a pris fin.

Dans son arrêt du 5 février 2026 (n° 217), le Tribunal a examiné le recours d’un travailleur non européen qui, après être entré légalement en Italie sur la base d’une autorisation de travail saisonnier, avait sollicité un titre de séjour lui permettant de rester dans le pays afin de rechercher un nouvel emploi. L’administration avait rejeté cette demande, estimant que la législation italienne exclut expressément cette possibilité pour les travailleurs saisonniers.

La juridiction administrative a confirmé cette position, en rappelant que le droit italien opère une distinction nette entre le travail salarié ordinaire et le travail saisonnier. Si, dans le premier cas, la perte de l’emploi peut ouvrir la voie à un titre de séjour temporaire destiné à la recherche d’un nouvel emploi, cette faculté est explicitement exclue pour le travail saisonnier. Cette exclusion, selon le Tribunal, découle de la nature même du travail saisonnier, qui est par définition temporaire, cyclique et strictement lié à des secteurs économiques spécifiques.

Les juges ont également souligné que l’absence de conclusion effective du contrat de travail saisonnier entraîne la perte d’efficacité du visa d’entrée et de l’autorisation de travail. Dans un tel contexte, il n’existe aucune base juridique permettant de transformer le séjour saisonnier en un autre type de titre de séjour. Le « séjour en attente d’emploi » ne constitue pas un mécanisme de régularisation a posteriori, mais un instrument strictement encadré par la loi.

Un autre aspect central de la décision concerne le rôle des circulaires ministérielles. Le Tribunal rappelle que ces actes administratifs internes ne peuvent ni déroger aux dispositions législatives, ni en étendre la portée lorsque le texte de la loi est clair. En matière d’immigration, où les conditions d’entrée et de séjour sont étroitement réglementées, la sécurité juridique et le respect des procédures priment sur toute interprétation extensive.

Cette décision s’inscrit dans une jurisprudence désormais bien établie, qui refuse d’utiliser le travail saisonnier comme un canal indirect de stabilisation du séjour. Les possibilités de maintien sur le territoire italien au-delà du cadre saisonnier ne peuvent être envisagées que dans les limites expressément prévues par la loi, notamment en matière de conversion du titre de séjour.

Au-delà du cas d’espèce, l’arrêt du Tribunal administratif régional d’Émilie-Romagne confirme l’importance du respect strict des règles procédurales dans la gestion des flux migratoires liés au travail. Il rappelle que l’équilibre du système repose sur la distinction claire entre les différentes formes de migration de travail et sur l’application cohérente des normes en vigueur.

Le texte intégral de la décision est disponible dans la publication Calaméo au lien suivant :
Lien cliquable : https://www.calameo.com/books/008079775493de16d3a2d
Lien en clair : https://www.calameo.com/books/008079775493de16d3a2d

Avv. Fabio Loscerbo

Criminal Records and Residence Permit Refusals


 

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