sabato 25 aprile 2026

Permesso di soggiorno per studio, il TAR Emilia-Romagna annulla il diniego: l’assenza a un appuntamento in Questura non prova da sola il dis

Permesso di soggiorno per studio, il TAR Emilia-Romagna annulla il diniego: l’assenza a un appuntamento in Questura non prova da sola il disinteresse dello straniero Benvenuti a un nuovo episodio del podcast Diritto dell’Immigrazione. Io sono l’avvocato Fabio Loscerbo e oggi commentiamo una importante sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale per l’Emilia-Romagna, Sezione Prima, pubblicata il 23 aprile 2026, sentenza numero 759 del 2026, su ricorso numero ruolo generale 523 del 2026. Si tratta di una decisione di grande interesse perché affronta un tema spesso sottovalutato: quando la mancata presenza a un appuntamento in Questura può davvero essere considerata indice di disinteresse e portare al diniego del rinnovo del permesso di soggiorno. Nel caso esaminato, una studentessa straniera si era vista respingere il rinnovo del permesso per motivi di studio dopo non essersi presentata all’appuntamento fissato per i rilievi fotodattiloscopici. L’Amministrazione aveva interpretato questa assenza come una rinuncia implicita alla procedura. Il TAR, però, corregge questa impostazione e richiama un principio fondamentale: il procedimento amministrativo in materia di immigrazione non può essere governato da automatismi. Serve proporzionalità, serve istruttoria, serve valutazione concreta della vicenda individuale. Il Collegio valorizza diversi elementi decisivi: il breve allontanamento dall’Italia dovuto alla grave malattia della madre, la continuità del percorso universitario, il superamento del numero minimo di esami richiesto, l’attività lavorativa part-time e, soprattutto, la persistenza di un interesse reale alla conservazione del titolo di soggiorno. Molto importante anche il passaggio sul preavviso di rigetto. Il giudice afferma che, se vi erano carenze documentali, l’Amministrazione avrebbe dovuto consentirne l’integrazione, invece di trasformarle direttamente in motivo di diniego. È una riaffermazione forte del giusto procedimento e del contraddittorio. La pronuncia assume rilievo più generale perché ridimensiona un approccio burocratico che, talvolta, tende a trasformare singole irregolarità procedurali in cause espulsive dal sistema dei diritti. Il principio che emerge è chiaro: un appuntamento mancato non basta, da solo, a dimostrare abbandono della procedura se il percorso personale e documentale dimostra il contrario. Ed è un principio che può avere ricadute anche oltre i permessi per studio, ogni volta che l’Amministrazione pretende di desumere automaticamente il disinteresse dello straniero da condotte isolate, senza valutare il quadro complessivo. Una sentenza, dunque, che richiama legalità, proporzionalità e ragionevolezza nell’azione amministrativa. Grazie per aver ascoltato questo episodio di Diritto dell’Immigrazione. Alla prossima.








Questo episodio include contenuti generati dall’IA.

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