TAR Lazio n. 14874/2026: cittadinanza e rilievo delle vicende penali anche senza condanna definitiva
La sentenza del TAR Lazio, Roma, Sez. V-bis, 14 settembre 2026, n. 14874, affronta un tema di grande importanza nei procedimenti di concessione della cittadinanza italiana ai sensi dell’art. 9 della legge n. 91/1992: quale rilievo possono avere vicende penalmente significative che non si siano concluse con una condanna definitiva?
Il caso riguardava un cittadino ecuadoriano residente legalmente in Italia da molti anni, titolare di soggiorno di lungo periodo, occupato e inserito familiarmente, con moglie e figlia divenute cittadine italiane. Il Ministero aveva però valorizzato due vicende: una contestazione per lesioni definita con non doversi procedere per remissione della querela e una condanna con decreto penale per ricettazione.
Il TAR ha ritenuto legittimo che l’Amministrazione considerasse anche la consistenza storica delle condotte, senza limitarsi alla mera presenza o assenza di una condanna definitiva. Nel procedimento di naturalizzazione, infatti, il giudizio amministrativo sull’affidabilità e sull’inserimento del richiedente non coincide con una semplice lettura del casellario giudiziale.
Questo non significa, però, che qualsiasi vecchia segnalazione possa giustificare automaticamente il diniego. Il fatto deve essere reale, adeguatamente istruito e motivatamente collegato al giudizio complessivo sulla persona. Restano quindi centrali proporzionalità, attualità, tempo trascorso, condotta successiva, radicamento familiare, lavorativo e sociale.
La conseguenza pratica è chiara: nei preavvisi di rigetto o nei dinieghi fondati su vecchie vicende penali, la difesa non deve limitarsi a osservare che manca una condanna definitiva. Occorre ricostruire il significato effettivo del fatto, il modo in cui si è concluso, la sua distanza temporale e soprattutto l’intero percorso successivo del richiedente.
La cittadinanza per naturalizzazione resta una valutazione amministrativa complessa e discrezionale, ma proprio per questo l’Amministrazione deve motivare in modo coerente e non può trasformare episodi isolati in automatismi privi di rapporto con la situazione attuale.
Avv. Fabio Loscerbo
Avvocato Cassazionista
Iscritto nel Registro dei rappresentanti di interessi della Camera dei deputati in materia di Immigrazione
Lobbista registrato presso il Registro per la Trasparenza dell’Unione europea n. 280782895721-36 in materia di Migrazione e Asilo
ORCID: 0009-0004-7030-0428
Articolo redatto con l’ausilio di strumenti di AI, sotto la direzione, revisione e responsabilità editoriale dell’autore.
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