lunedì 19 ottobre 2026

Permesso unico lavoro: chi rientra nel decreto legislativo n. 83/2026 e perché il titolo posseduto conta

Dal 4 giugno 2026 è in vigore il decreto legislativo n. 83 del 16 aprile 2026, di attuazione della direttiva (UE) 2024/1233 sul permesso unico e sui diritti dei lavoratori di Paesi terzi.

Il primo controllo professionale riguarda il campo di applicazione. Non basta accertare che lo straniero svolga un’attività lavorativa: occorre individuare la cittadinanza, il titolo posseduto, la finalità del soggiorno e l’eventuale appartenenza a una categoria soggetta a disciplina specifica. Vanno quindi distinti lavoro subordinato, studio, protezione internazionale, lavoro autonomo e soggiorni regolati da altre norme.

La direttiva persegue una semplificazione delle procedure e un nucleo comune di diritti, ma non trasforma ogni permesso in un titolo identico né abroga indistintamente le condizioni previste dal Testo unico immigrazione. Le esclusioni e i regimi speciali devono essere ricavati dalle disposizioni effettivamente applicabili.

Nella consulenza occorre verificare la normativa al momento dell’istanza, gli eventuali effetti transitori, i documenti richiesti e gli obblighi del datore. Un errore nella qualificazione del titolo può condurre a richieste inammissibili o a indicazioni inesatte sul diritto al lavoro.

Fonte: decreto legislativo 16 aprile 2026, n. 83, https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2026/05/20/26G00100/SG

Avv. Fabio Loscerbo

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