CGUE, Ebilum C-440/25: il giudice dell’asilo deve svolgere un esame completo ed ex nunc
La Corte di giustizia dell’Unione europea, nella causa C-440/25, Ebilum, ha chiarito la portata del controllo giurisdizionale sulle decisioni in materia di protezione internazionale.
Il giudice di primo grado non può limitarsi a verificare in modo deferente la correttezza formale dell’operato dell’autorità amministrativa. Deve poter svolgere un esame completo ed ex nunc della situazione del richiedente.
Questo significa che la valutazione deve tener conto anche degli elementi sopravvenuti e consentire al giudice di formulare una propria valutazione sulla credibilità, sul rischio e sul bisogno di protezione.
La Corte precisa inoltre che la fondatezza del timore di persecuzione richiede una probabilità ragionevole, da verificare in modo concreto e individualizzato alla luce delle circostanze personali e del contesto del Paese d’origine.
Per la difesa, la decisione rafforza l’importanza di aggiornare il fascicolo anche durante il giudizio con nuova documentazione, fonti sul Paese di origine, elementi personali sopravvenuti e ogni circostanza utile a una valutazione attuale.
Il principio è particolarmente importante perché conferma che il ricorso in materia di asilo non è un controllo puramente cartolare della decisione amministrativa, ma un vero riesame della domanda.
In sintesi: il giudice deve poter decidere sulla situazione attuale della persona, non soltanto controllare ciò che la Commissione aveva davanti al momento del rigetto.
Avv. Fabio Loscerbo
Avvocato Cassazionista
Iscritto nel Registro dei rappresentanti di interessi della Camera dei deputati in materia di Immigrazione
Lobbista registrato presso il Registro per la Trasparenza dell’Unione europea n. 280782895721-36 in materia di Migrazione e Asilo
ORCID: 0009-0004-7030-0428
Articolo redatto con l’ausilio di strumenti di AI, sotto la direzione, revisione e responsabilità editoriale dell’autore.
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